Il centrocampista giallorosso manda messaggi d'amore ai Sensi, ma "non chiedo garanzie economiche, solo tecniche". Fabio invece ha trovato un pezzo di Napoli a Coverciano: "Qui c'è un ampio gruppo fatto di partenopei, dove spesso si parla in dialetto per comunicare"
Firenze, 27 maggio 2008 - L'orgoglio di far parte del gruppo azzurro, di rappresentare la propria terra in maglia azzurra e quello di poter sognare un futuro importante.
"È bello come napoletano essere qui, in un ampio gruppo fatto di partenopei, dove spesso si parla in dialetto per comunicare - ha spiegato Quagliarella -. A Napoli c'è la gioia di vivere, è una delle città più belle d'Italia insieme a Roma e vestire i colori della propria nazionale, avendo nel cuore le proprie origini, è un punto di forza."
L'attaccante dell'Udinese, ex Sampdoria, chiama Roma e Aquilani risponde.
"Siamo un bel gruppo qui che rappresenta la capitale e quindi mi sento come a casa - racconta il centrocampista giallorosso - . Ho ritrovato in azzurro la stessa voglia e la stessa mentalità vincente che c'è anche nella Roma e quindi sono stimolato a fare molto bene nel gruppo azzurro".
"Sono un giocatore della Roma fino al 2010, ho sempre avuto nei miei desideri la volontà di rimanere in maglia giallorossa e non ho intenzione di andar via attraverso alcuna formula, come l'articolo 17 - ha aggiunto Aquilani in merito al proprio futuro -. A ventiquattro anni ho solo bisogno di capire che ne sarà del mio futuro, ma non chiedo garanzie economiche, solo tecniche. La mia volontà di restare alla Roma c'è, ma per il prolungamento del contratto bisogna essere in due: io e la società, anche se evidentemente dovrà essere interpellato anche il tecnico, mister Spalletti, con cui ho un ottimo rapporto".
Se Aquilani pensa solo alla Roma, Quagliarella strizza l'occhio all'estero. "Mi incuriosisce l'ipotesi di fare in futuro un'esperienza all'estero - dice il venticinquenne di Castellamare di Stabia -. Adesso ascolto sempre con curiosità negli spogliatoi i racconti che fa Toni del campionato tedesco, che è cresciuto di livello grazie anche al suo approdo. Ma anche la Liga è assai affascinante".
A Roma invece si parla di americani, e soprattutto del magnate Soros come possibile, futuro padrone del club giallorosso. "Sono legato alla famiglia Sensi, sono cresciuto con loro e se dovessero andare via, andrebbero ringraziati di cuore per quello che hanno fatto. Del futuro della società leggo solo attraverso i giornali, penso però che se vi fosse l'opportunità dell'arrivo di qualcuno che riesca a migliorare la Roma, garantendo un bel futuro, anche loro sarebbero contenti", precisa Aquilani che aggiunge: "ogni anno riusciamo a migliorarmi, facendo bene sia in campionato che in Champions League. Forse ci manca solo quella continuità che anche quest'anno ha premiato l'Inter per la conquista dello scudetto. Ringrazio mister Spalletti per la grande considerazione che mi ha dimostrato, impiegandomi sempre nelle partite più importanti, e mister Donadoni che con questa chiamata ha premiato il lavoro che ho svolto nella Roma".
E proprio in Nazionale sia Aquilani che Quagliarella sperano di prolungare la loro permanenza fino alla fine dell'avventura azzurra con l'Italia a Svizzera-Austria 2008.
"Vivo con serenità l'appuntamento con il taglio di un giocatore dalla rosa - ha sottilineato Quagliarella -.Quest'anno ho dimostrato la mia continuità di rendimento, già messa in luce l'anno scorso e quindi conto di essere utile a Donadoni anche per la mia duttilità tattica in attacco".
"Alla chance di una chiamata per le Olimpiadi penserò solo dopo un'eventuale esclusione dal gruppo della Nazionale - ha concluso Aquilani - Cassano? L'ho trovato bene, tranquillo e migliorato dal punto di vista caratteriale. È sempre uno spettacolo vederlo in allenamento con il resto del gruppo".