Torna alla home di Quotidiano.net
CANALI
Home Quotidiano.Net | Multimedia

Speciale Europei 2008

NAZIONALE

Gattuso: "Siamo qui per vincere"

L'Italia gode dei favori del pronostico a Euro2008 e 'Ringhio' non si tira indietro. Gli azzurri si presentano come la squadra da battere dopo il successo mondiale di due anni fa

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

Del Piero, Gattuso e De Rossi Zurigo, 2 giugno 2008 - In Austria e Svizzera con un solo obiettivo: diventare campioni d'Europa. L'Italia gode dei favori del pronostico a Euro2008 e Gennaro Gattuso non ama nascondersi. Gli azzurri si presentano come la squadra da battere dopo il successo mondiale di due anni fa e le premesse per trionfare a Vienna ci sono tutte.

"Siamo ovviamente i favoriti - l'analisi del centrocampista del Milan in un'intervista a Fifa.com - Dopo tutto, siamo in campioni del mondo e ci siamo qualificati agli Europei davanti a Francia, Scozia e Ucraina. Certo, affronteremo un gruppo duro dove, come noi, Francia e Olanda puntano a vincere il titolo e lo stesso vale per la Germania, che raramente perde le grandi partite, per la Spagna, per il Portogallo e per la Grecia campione uscente".

Rispetto al trionfo di Berlino, sotto la guida di Donadoni, l'Italia è cambiata perchè il nuovo ct "è stato bravo a migliorare la nostra flessibilità tattica portando in Nazionale giocatori importanti come Ambrosini, Aquilani e Di Natale. Donadoni ha accresciuto la nostra varietà tattica e questo ci ha dato un rinnovato impeto. Siamo più affamati che mai e con le nostre qualità tecniche e la nostra esperienza possiamo andare lontani".

Secondo Gattuso, però, "gli Europei sono molto più difficili dei Mondiali, basta vedere i precedenti tornei dove l'Italia ha stentato. Non ci sono avversari facili, tutte le squadre giocano a livelli estremamente alti e ogni partita è come una finale". "Le squadre si conoscono, giocano in modo simile e, soprattutto, i periodi di riposo tra le gare sono più brevi - continua Gattuso - È vitale, quindi, avere una rosa ampia, di grande qualità, che possa resistere alla pressione psicologica di competere per un titolo che richiede sei grandi prestazioni in 23 giorni. È una questione di tutto o niente, anche nella fase a gironi, e gli ultimi Europei in Portogallo lo hanno dimostrato".

Il ricordo di allora brucia ancora ("siamo stati eliminati nonostante una vittoria e due pareggi e come Germania e Spagna non siamo riusciti a qualificarci per i quarti") e l'Italia vuole cancellarlo. Per farlo Gattuso punta su Buffon, Pirlo e Toni ma anche su se stesso. "Non sono una star, sono un giocatore che dà sempre tutto per la squadra - precisa - Non ho le raffinate qualità di Pirlo ma posso contribuire alle vittorie conquistando palloni, lottando, correndo e aiutando i miei compagni".

E dopo aver "schiaffeggiato" Lippi e Ancelotti per le vittorie al Mondiale e in Champions, l'augurio di Gattuso è di ripetersi nei prossimi giorni: "potrei anche cominciare a dare uno schiaffetto a Donadoni durante gli Europei".


"Non si può parlare di fine di un ciclo per una squadra che ha vinto Champions League e Mondiale per club - dice - Tutto quello di cui abbiamo bisogno sono uno o due giovani e torneremo a essere un avversario duro per qualsiasi squadra, sia in Italia che all'estero. Per quanto mi riguarda non mi pongo limiti, spero di rimanere nel giro ancora a lungo".
 

Gattuso, ancora una volta, è pronto a fare la sua parte e se Berlusconi lo ha indicato come successore ideale di Maldini come capitano non è un caso. "Ma sinceramente spero che Paolo continui la sua fantastica carriera - replica Ringhio - poi rimane da vedere se in futuro mi sarà consegnata la fascia. Il Milan ha un posto speciale nel mio cuore sin dall'infanzia, sarebbe un grande onore succedere a Franco Baresi e Maldini".

Del resto, dopo aver idolatrato Bagni, Gattuso confessa di aver preso a modello il suo attuale capitano, "esempio perfetto in termini di professionalità e passione per il calcio, a 40 anni dedica ancora la stessa energia agli allenamenti che aveva quando ha iniziato la sua carriera".

Eppure l'avventura rossonera di Gattuso sembrava volgere al termine già tre anni fa. "Dopo l'incredibile sconfitta contro il Liverpool nella finale di Champions a Istanbul ero confuso e quell'esperienza mi ha segnato a lungo - confessa - Fortunatamente l'allenatore e i miei compagni sono riusciti a motivarmi di nuovo, abbiamo ritrovato la voglia di vincere e abbiamo vendicato quella sconfitta nella finale di Atene".

Ripercorrendo la sua carriera, il centrocampista rossonero dice di essere ancora grato al padre per averlo convinto, a 18 anni, a lasciare Perugia per andare ai Rangers "dove ho superato le mie paure e ho trovato due magnifici mentori in Paul Gascoigne e Walter Smith", ma Ringhio non dimentica certo le sue origini.

 "Sono fiero di essere un 'terrone' - confessa - e mi identifico con i valori dei meridionali come la famiglia, l'amicizia, la generosità e la compassione. Ho fondato un'istituzione che porta il mio nome a Corigliano per costruire campi da calcio e impianti per i bambini delle famiglie bisognose, ho anche creato un'azienda per la pesca che fornisce lavoro a molti giovani. La Calabria ha un alto tasso di disoccupazione e investendo nella mia regione posso restituire qualcosa di quello che questa regione mi ha dato".