In questi giorni era stata diffusa la notizia che, in caso di esonero, il tecnico avrebbe intascato una ricca liquidazione, prevista dal contratto rinnovato sino al 2010. Invece, non c'è nessuna clausola di questo tipo: per dimostrare che gli interessava soltanto continuare ad allenare gli azzurri, Roberto Donadoni non l'aveva voluta di Xavier Jacobelli
Bologna, 24 giugno 2008 - Il retroscena è clamoroso e la dice lunga sulla differenza di stile che c'è fra Donadoni e la Federazione Italiana Giuoco Calcio. In questi giorni in cui si attende soltanto l'annuncio ufficiale del ritorno di Marcello Lippi al posto del successore, era stata diffusa la notizia che, in caso di esonero, a Donadoni sarebbe toccata una buonuscita di 550 mila euro. Non è vero.
Sul contratto siglato all'inizio di giugno che prolunga il rapporto del ct sino al 30 giugno 2010, non c'è nessuna clausola che preveda questa elargizione di denaro in caso di risoluzione del rapporto fra le parti. Donadoni non l'aveva voluta per dimostrare che gli interessava soltanto continuare a lavorare con gli azzurri sino al mondiale sudafricano. Un altro gesto che conferma la statura morale e lo stile di un selezionatore in procinto di essere licenziato da Abete, presidente in carica sino alle prossime elezioni che dovrebbero tenersi a cavallo fra la fine dell'anno e l'iinizio del 2009.
E qui ci sarebbe da discutere sulla fretta di cambiare ct che ha assalito un presidente in scadenza di mandato. Ma il discorso da fare è un altro. Donadoni ha compiuto la missione affidatagli nell'estate del 2006: portare la Nazionale alla fase finale degli Europei dove l'Italia è stata eliminata nei quarti ai calci di rigore, nonostante l'infortunio di Cannavaro, la squalifica di Pirlo nella gara decisiva, lo scadente stato di forma di numerosi titolari, gli incredibili errori arbitrali di cui è stata vittima sia nella gara con l'Olanda (gol irregolare di Van Nistelrooy convalidato) sia con la Romania (gol regolare di Toni annullato, rigopre inventato per gli avvevrsari e poi parato da Buffon, rigore negato a Toni).
Anche Donadoni ha commesso diversi sbagli come, ad esempio, la formazione schierata contro l'Olanda, ma li ha riconosciuti e li ha corretti. La squadra è con lui, persino Matarrese una volta tanto si è schierato dalla parte giusta, ma Abete no. Abete rivuole Lippi che, comprensibilmente, non tornerà gratis sulla panchina lasciata due anni fa. Il girone di qualificazione ai mondiali 2010 si annuncia come una passeggiata fra petali di rose: con tutto il rispetto per Cipro, Montenegro, Georgia, Bulgaria e Irlanda, se i campioni del mondo non lo stravincono devono rimanere a casa.
Che senso ha buttare a mare il lavoro di Donadoni per ricominciare tutto daccapo? Per carità di patria, sorvoliamo sulle voci che vorrebbero Totti e Nesta in Nazionale una volta rientrato Lippi. Se ne andarono di loro volontà, spiegando che non avrebbero più retto gli impegni di club e in maglia azzurra. Ora non meritano di tornare.
di Xavier Jacobelli
Svizzera-Rep.Ceca 0-1
Portogallo-Turchia 2-0
Austria-Croazia 0-1
Germania-Polonia 2-0
Francia-Romania 0-0
Spagna-Russia 4-1
Svezia-Grecia 2-0
Portogallo-Rep. Ceca 3-1
Svizzera-Turchia 1-2
Croazia-Germania 2-1
Austria-Polonia 1-1
Olanda-Francia 4-1
Svezia-Spagna 1-2
Grecia-Russia 0-1
Turchia-Rep Ceca 3-2
Svizzera-Portogallo 2-0
Austria-Germania 0-1
Croazia-Polonia 1-0
Olanda-Romania 2-0
Russia-Svezia 2-0
Grecia-Spagna 1-2
Germania-Portogallo 3-2
Croazia-Turchia 2-4
Olanda-Russia 1-3
Italia-Spagna 2-4 dcr
Germania-Turchia 3-2
Russia-Spagna 0-3