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Speciale Motomondiale 2008

DUCATI

Stoner: "Non amo Donington"
Melandri: "L'incognita è il meteo"

All'australiano la pista inglese non gli va a genio, ma ha già vinto. Il tracciato i notoriamente non offre un grip eccezionale in caso di pioggia e le previsioni sono piuttosto incerte. Lo sa bene anche l'altro pilota della rossa, Macho: "Abito a poche miglia dal circuito"

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Casey Stoner Donington, 17 giugno 2008 - "Donington non mi è mai piaciuta molto, ma ho ottenuto anche qualche bel risultato e quindi molti ricordi sono piacevoli". Casey Stoner arriva a Donington con sensazioni contrastanti. La pista inglese non va a genio all'australiano della Ducati. Il tracciato i notoriamente non offre un grip eccezionale in caso di pioggia e le previsioni per il fine settimana sono, come spesso è capitato quest'anno, piuttosto incerte.

Donington, però, ha lo stesso un'importanza particolare per l'australiano. È la pista dove ha debuttato nel motomondiale (2001) e dove ha corso due gare da incorniciare. Nel 2007 ha vinto dopo una bella rimonta dal settimo posto che occupava alla fine del primo giro per una partenza non brillante. Nel 2006, ottavo sullo schieramento di partenza, è giunto a meno di due secondi dal podio. Nel 2005, in 250 aveva ottenuto il terzo posto.

"Nel 2006 nell'anno del debutto in MotoGp sono arrivato quarto, vicino al podio, mentre l'anno scorso abbiamo vinto. La gara era bagnata ma anche con le gomme da asciutto, nelle prove, eravamo andati forte", ricorda il campione del mondo. Quindi, l'analisi della pista: "La prima parte del tracciato è davvero tosta, giù, lungo la Craner e verso l'Old Hairpin si frena stando piegati, con la moto che si muove qua e là. Altre curve invece sono molto più lente e rendono difficile trovare un set up giusto da gara per le due diverse sezioni: quella lenta infatti è importante perchè è soprattutto lì che si fanno i duelli ed i sorpassi mentre in quella veloce fai i tempi e puoi ritagliarti un vantaggio o riprendere qualcuno che ti sta davanti. È davvero un compromesso difficile".

La gara inglese ha un significato particolare anche per l'altro pilota della Ducati. "È sempre un appuntamento un po' speciale per me visto che abito a poche miglia dal circuito", dice Marco Melandri.
"La pista è particolare, con una sezione molto veloce e una lenta ma a me piace abbastanza. L'incognita più grande a Donington è sempre il meteo: le temperature possono variare rapidamente e la pioggia può cambiare drasticamente le condizioni dell'asfalto", aggiunge il ravennate. "Per noi -conclude- sarebbe un problema dato che abbiamo bisogno di ogni minuto di prove per trovare un set up che mi permetta di migliorare un pò il mio feeling. Avere sempre le stesse condizioni, cosa che non è quasi mai successa durante le gare precedenti, sarebbe comunque un inizio positivo".










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