Al 'Milano jazzin' festival' il rocker ha spaziato da brani del suo primo album fino a quelli dell'ultimo disco 'It is time for a love revolution'. L'amministrazione comunale ha voluto attribuirgli il riconoscimento ''per la sua attività di artista contro le ingiustizie''
Milano, 15 luglio 2008 - Lenny Kravitz ha conquistato l'arena civica di Milano durante la sua esibizione all'interno della rassegna 'Milano jazzin' festival'. Il cantante si è presentato sul palco con il look che lo contraddistingue: stivaletti neri, jeans, gilet scuro su camicia marrone a maniche corte, immancabili occhiali da sole, anelli e orecchini coi brillanti. ''E' una gioia tornare qua in questa bellissima città", ha gridato Kravitz ai suoi fan (moltissime le ragazze), prima di lasciarsi andare nell'assolo di 'Are you gonna go my way', brano del 1993 entrato a pieno titolo nella storia della musica.
Sul palco per l'ultima tappa del suo minitour italiano, dopo Pistoia, oltre alla grinta della rockstar, sembravano esserci anche tutti i suoi padri putativi, quelli che hanno segnato la sua musica, da Jimy Hendrix a John Lennon fino a Miles Davis. Lenny Kravitz, durante la sua performance, ha mostrato la sua natura 'camaleontica' da rocker a bluesman fino a cantore di sentimentali ballate pop.
Il cantante newyorkese, che ha pubblicato otto album nella sua carriera, ha venduto 34 milioni di dischi e ha conquistato le più belle donne del mondo, da Nicole Kidman a Vanessa Paradis, ha offerto una esibizione fatta di un continuo dialogo con il pubblico e che ha spaziato da brani del suo primo album 'Let love rule' del 1989 fino a pezzi dell'ultimo disco 'It is time for a love revolution', come 'I'll be waiting' diventato oramai una hit.
Non bisogna dimenticare che il cantante, 44 anni, si è sempre distinto non solo per il suo talento nel mondo della musica, ma anche per l'impegno in molte campagne sociali, grazie alle quali ha richiamato l'attenzione sui drammi del Darfur e su altri temi come l'amore e la pace. La presenza a Milano della rockstar newyorkese è stata quindi anche un'occasione per premiarlo di tanta sensibilità. Il riconoscimento è stato assegnato dall'assessore comunale milanese allo Sport e al Tempo libero, Gianni Terzi, 'il sigillo della città di Milano', ''per essersi espresso più volte con la sua attività di artista a favore dei diritti umani e contro le ingiustizie''.
Un riconoscimento in precedenza attribuito anche a Ennio Morricone e ai Rolling Stones, e che gli è stato dato nella sala Appiani dell'Arena civica, dove si terrà la seconda e ultima tappa del suo tour italiano. Kravitz, che si è fatto attendere per un'ora da cronisti e fotografi perchè impegnato nelle prove, ha dichiarato di sentirsi ''onorato di essere accettato da una così importante città". Dopo un ''Grazie Milano'', il cantante ha voluto aggiungere: ''lo ricevo nel nome dell'amore''.
La statua della cantante britannica andrà ad affiancarsi a quella dei Beatles, di Beyonce e di Jimi Hendrix e sarà inaugurata a fine luglio