Un tributo alla popstar scomparsa, che commuove i 100.000 del Camp Nou, apre la tournée '360' della band irlandese. Il palco-astronave girerà 31 città in Europa e Nordamerica. Milano attende i miti del rock il 7 e 8 luglio
Barcellona, 1 luglio 2009 - Un palco simile ad un astronave da fantascienza, un emozionante tributo a Michael Jackson e 100.000 fan in delirio allo stadio Camp Nou di Barcellona. Così è cominciato il tour '360' degli U2. Bono e compagni, in forma smagliante, hanno dedicato una splendida Angel of Harlem alla popstar scomparsa, inserendo al suo interno frammenti di Man in the mirror e Don’t stop ‘til you get enough, due classici di Jackson. ‘’L’abbiamo scritta per Billie Holiday, ma stasera la cantiamo per Michael Jackson’’, ha detto Bono tra le ovazioni del pubblico.
Un debutto trionfale per la tournee mondiale, con un collegamento con la Stazione spaziale internazionale con la quale la rockstar ha parlato di ecologia. Una vera potenza rock esplosa sotto a The Claw, l’artiglio, il colossale palco simbolo di questo tour. Un'astronave che fa davvero pensare a 'La guerra dei mondi', con i suoi 50 metri di altezza e i suoi 58 metri di lunghezza. Tutto è enorme, come lo stadio catalano con i suoi immensi anelli colorati, gremito all’inverosimile.
Il costo dell'organizzazione ammonta a 106 milioni di euro, quattro settimane per montare il palco (per questo ce ne sono tre che gireranno il mondo), concerti in 31 citta’ di Europa e Nordamerica (7 e 8 luglio a Milano, dove 500 biglietti extra sono stati messi in vendita) destinati, secondo gli esperti del settore, a diventare la tournée mondiale di maggior successo della storia, con circa 3 milioni di spettatori.
In migliaia hanno passato la notte accampati accanto allo stadio, con un caldo umido soffocante, appena temperato dal vento: sono pochi gli artisti globali che ancora generano questa fedelta’, e questo amore incondizionato per la musica e l’aura del gruppo di Dublino. Una fede, quasi, che rende ancora piu’ credibile quanto dichiarato da Bono su ‘The Claw’, che permette una visione davvero a 360 gradi: ‘’L’abbiamo pensato ispirati dalla Sagrada Familla di Gaudi’’’.
Quasi una religione del rock, celebrata stanotte a Barcellona. Una devozione senza cedimenti che ha abbracciato anche l’ultimo No line on the horizon: giusto che l’avvio, con immane potenza di suono e luci (spettacolare lo schermo circolare appeso alla pancia dell’astronave) sia tutto per le nuova produzione, dopo gli ottimi scozzesi Snow Patrol. Bono, The Edge, Adam e Larry irrompono con Breathe, seguita dalla canzone che da’ il titolo al cd e dal micidiale uno-due Get on Your Boots/Magnificent. Raccontato il loro presente musicale, gli U2 si lanciano nel loro amatissimo passato: Beautiful Day, I Still Haven’t Found What I’m Looking For, quindi Angel Of Harlem, con Bono che grida ‘’questa e’ per te, Michael’’.
La "più grande rock band del mondo’’, come l’hanno definita gli Snow Patrol, nel finale - preceduta da un discorso in video di Desmond Tutu - non fa sconti e ricorda a tutti come abbia scritto la storia della musica: Where The Streets Have No Name, One, Ultra Violet (Light My Way), With Or Without You lasciano senza fiato. Giusto chiudere con l’atmosferica Moment Of Surrender, per metabolizzare queste forti emozioni. Milano preparati.
Dopo la chiacchierata con gli astronauti la band si scatena mentre le tribune dello stadio tremano: Unknown Caller, una devastante The Unforgettable Fire, City Of Blinding Lights, Vertigo, I’ll Go Crazy If I Don’t Go Crazy Tonight. Al trittico con Sunday Bloody Sunday, Pride (In The Name Of Love), MLK, il tempio del calcio europeo rischia di venire giu’, tra il martellamento della band e il delirio del pubblico.
Poi, migliaia di maschere del premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi compaiono tra la folla e sul palco: in risposta all’appello degli U2, i fan hanno stampato dal sito della band la maschera della leader democratica birmana. E’ Walk on, scritta per lei.
Se non c'è più spazio in larghezza, in India s'ingegnano per occupare lo spazio in altezza!