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Il grande giorno di Hillary
Sarà nominata segretario di Stato

Con lo slogan "abbiamo messo insieme esperienza e idee fresche", Barack Obama si prepara ad annunciare oggi il pacchetto più robusto di nomine del suo prossimo governo dopo la maxi squadra economica varata la scorsa settimana...

 

                                                                      di Giampaolo Pioli

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hillary clinton e barak obama New York, 1 dicembre 2008. Con lo slogan "abbiamo messo insieme esperienza e idee fresche", Barack Obama si prepara ad annunciare oggi il pacchetto più robusto di nomine del suo prossimo governo dopo la maxi squadra economica varata la scorsa settimana.

 

Questa mattina nella Casa Bianca virtuale di Chicago - che persino nella coreografia delle bandiere è stata ricreata identica a quella di Washington - il presidente eletto metterà in pista i suoi pezzi da novanta per la politica estera e la sicurezza interna. Sarà tutta in mano alle donne. Hillary Clinton , come ripetutamente anticipato verrà nominata alla guida del dipartimento di Stato e di fatto diventerà l’erede bianca di Condoleezza Rice. Janet Napolitano, attuale governatrice dell’Arizona, sarà il nuovo segretario dell’Homeland Security, mentre Susan Rice, fedelissima di Obama e consigliera di politica estera per tutta la campagna elettorale, diventerà il prossimo ambasciatore americano all’Onu.

 

L’attuale ministro della Difesa Robert Gates, scelto da Bush meno di 2 anni fa, rimarrà invece alla guida del Pentagono almeno per un paio d’anni, confermando la forte azione pragmatica di Obama e la prudenza manifestata nelle ultime 3 settimane su un troppo rapido ritiro delle truppe Usa dall’Iraq. Il ruolo strategico di Consigliere per la Sicurezza Nazionale Obama lo affiderà al generale James Jones, ex comandante supremo della Nato rimasto una figura di grande prestigio al Pentagono. Oggi dovrebbe diventare anche la giornata ufficiale per la nomina di Eric Holder consigliere legale e compagno di basket del presidente eletto, alla guida del ministero della Giustizia.

 

Col passare dei giorni si ha sempre più l’impressione che Obama stia mettendo in piedi un gabinetto di alta visibilità, pieno di solisti famosi come Hillary Clinton e la Napolitano, ma anche di grandi esperti nelle varie materie che si dichiarano vincolati, Hillary compresa, ad un imprescindibile "gioco di squadra", dove l’unico capitano sarà Barack. Alla presentazione alla stampa con una disposizione quasi militare l’unico a parlare è Obama, quasi a indicare che al di là del prestigio dei nomi ci sarà un solo comandante in capo. Chi mugugna è la sinistra del partito democratico che si sente penalizzata perché i personaggi fino ad ora scelti sono sostanzialmente di centro, se non repubblicani, Obama fa sapere che "per cambiare il paese occorrono le idee di tutti e anche quelle dei repubblicani non sono da buttar via".

 

Quando anche le nomine al commercio, all’ambiente e all’industria saranno completate e soprattutto si capirà che contributo darà John McCain alla nuova Casa Bianca, ci si potrebbe trovare di fronte alla prima "grande coalizione" della storia moderna americana.

 

Lo snodo principale alla nomina odierna di Hillary come segretario di Stato è venuto comunque da Bill Clinton. Secondo il New York Times, l’ex presidente ha accettato tutte e nove le condizioni poste dal team di Obama prima di proporre la moglie. Quella fondamentale riguardava la rivelazione dell’elenco dei 208.000 personaggi americani e stranieri, imprese e governi che hanno fatto donazioni sia alla "Clinton Global intiative" sia alla "presidential library" di Little Rock. Fugato ogni possibile conflitto d’interessi tra l’attività internazionale imprenditoriale e filantropica dell’ex presidente Usa e la moglie nel posto di segretario di Stato, Barack ha acconsentito a rendere pubblica la nomina. Sebbene Hillary abbia concordato collegialità totale e Bill Clinton si sia detto pronto a sottoporre d’ora in avanti tutti i suoi discorsi all’estero ad una sorta di "ufficio di controllo" della Casa Bianca per evitare contrapposizioni col futuro presidente, sarà la senatrice di New York a decidere insieme a Obama non solo il nuovo approccio con Pakistan e India che si sfidano con le atomiche, ma anche la lista dei nuovi ambasciatori americani nel mondo.

L’Italia è considerato un posto ambito e oltre al nome di Caroline Kennedy già in circolo da tempo potrebbe entrare presto nella rosa ristretta dopo la nomina di Hillary anche quello di Matilda Cuomo impegnata da anni al potenziamento delle relazioni bilaterali e attivissima nella diffusione della lingua italiana in America, grazie anche all'aiuto dei membri della sua famiglia.

Giampaolo Pioli

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