Barack ha passato la prima notte a Washington da presidente eletto in un albergo con le finestre che guardano la Casa Bianca nella quale potrà entrare solo il 20 gennaio. Portandosi da solo le valigie giù dalla scaletta dell’aereo proveniente dalle vacanze alle Hawaii...
di Giampaolo Pioli
New York, 3 gennaio 2008. Ieri, l’ultima sosta a Chicago, oggi la prima notte a Washington da presidente eletto, in un albergo con le finestre che guardano la Casa Bianca nella quale potrà entrare solo il 20 gennaio. Portandosi da solo le valigie giù dalla scaletta dell’aereo proveniente dalle vacanze alle Hawaii, Obama ha voluto rimarcare lo stile energico e atletico del prossimo comandante in capo degli Stati Uniti, ma anche la sobrietà, e come lo ha definito la stessa moglie Michelle, «i pochi fronzoli» che lo caratterizzano.
Prima di sedersi mercoledì 7 gennaio con gli altri ex presidenti americani alla straordinaria colazione di lavoro organizzata da George Bush alla Casa Bianca, Obama si sarà già incontrato con i leader democratici e repubblicani di Camera e Senato che vedrà lunedì per accertarsi che tutto proceda nel modo più veloce possibile per l’approvazione del nuovo pacchetto di stimolo economico, stimato intorno ai mille miliardi di dollari, che vuole utilizzare per rilanciare da subito l’economia americana.
Consapevole di arrivare al giuramento col 76% della popolarità e con un’aspettativa enorme da parte di decine di milioni di americani schiacciati dalla crisi, Obama ha adottato in questi ultimi giorni la linea del silenzio e della prudenza. Nonostante le forti pressioni che arrivano dalla comunità internazionale per farlo esprimere sulle operazioni militari di Israele nelle Striscia di Gaza, Obama ha lasciato l’intera gestione al presidente Bush, limitandosi alle informazioni quotidiane dell’intelligence e di Condoleezza Rice. Su un unico soggetto il presidente eletto si è espresso con tempestività: ha sconfessato e bocciato la nomina dell’ex procuratore Burris a succedergli nel seggio senatoriale dell’Illinois che invece il governatore dello stato Blagojevich, finito sotto inchiesta, con una vera azione di forza ha destinato con effetto immediato all’ex magistrato di colore.
Washington intanto ha fatto ormai fatto il tutto esaurito negli alberghi e nella case private, nonostante i prezzi astronomici, per accogliere gli oltre 2 milioni di partecipanti alla cerimonia, alla parata e ai grandi balli dell’inaugurazione.
L’unica piccola macchia nera nella pagella del futuro presidente arriva dai militari. Secondo un sondaggio della rivista «Military Times» gli uomini in uniforme non sembrano convinti dalla figura del nuovo comandante in capo e si dicono «pessimisti» e «incerti» sul suo modo di operare, compresa la determinazione nel ritiro completo delle truppe dall’Iraq in 16 mesi. Forse anche per questo Obama, dopo aver detto di essere pronto a valutare un’alleanza tra Pentagono e Nasa per accelerare i tempi di una futura missione sulla Luna, ha già confermato che parteciperà al super ballo del «Commander in Chief» la notte del 20 nel «National Museum Building», una delle 10 grandi feste ufficiali riservata esclusivamente al personale militare e alle loro famiglie.
Quella che inizia sarà una settimana intensissima per la nuova famiglia presidenziale. Non solo per Barack, ma anche per la moglie e le figlie che devono iniziare la scuola. Decine di migliaia tra poliziotti e uomini della guardia nazionale verranno mobilitati per la cerimonia inaugurale e per il discorso dell’investitura. Continua scatenata la corsa ai biglietti e nei siti Internet legati ai democratici ogni occasione è buona per raccogliere fondi in cambio del sogno di un posto in prima fila o di una foto e una stretta di mano col futuro presidente degli Stati Uniti.
Giampaolo Pioli
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