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Speciale Olimpiadi Pechino 2008

XXIX OLIMPIADI

L'Italia sfila con Rossi in testa
Li Ning accende in volo il braciere

Il portabandiera azzurro ha fatto la sua apparizione sorridente e orgoglioso di portare il vessillo italiano. Dietro di lui, il resto della folta delegazione. La bandiera sventolata da un atleta e con impressa una scritta con pennarello nero è stata oscurata nel giro di pochissimi secondi. Alla fine Li Ning è volato ad accendere il braciere olimpico

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Pechino 2008 Pechino, 8 agosto 2008  - Effetti speciali, musica e tripudio di colori: su questo ha puntato la Cina per presentarsi al mondo in occasione dell'apertura dei Giochi Olimpici.Protagonisti i bambini: è stata una bimba cinese a intonare l'inno della Repubblica popolare all'inizio della cerimonia, precedendo un gruppo di altri 56 bambini in rappresentanza di altrettante etnie cinesi.

 

A segnare gli ultimi momenti di attesa prima dell'inizio dell'evento è stato uno spettacolare countdown luminoso, accompagnato dal rullare di 2008 tamburi, che ha 'contato' gli ultimi 60 secondi di attesa prima del via, festeggiato con un'esplosione di fuochi d'artificio. Poi la massa oceanica di figuranti, nel suggestivo scenario dello stadio 'Nido d'uccello', ha 'raccontato' la storia della Repubblica Popolare, dall'antichità alla modernità. Tutti i 'quadri', da quello sulla 'stampa' rappresentato da centinaia di parallelepipedi in movimento a quello sulla 'Via della seta', sono stati intervallati da un tripudio di fuochi d'artificio. Tutta opera del regista Zhang Yimou.

 

Dopo un'ora di scenografie spettacolari, è scattata la sfilata delle 205 delegazioni degli atleti. A partire la Grecia, che come da protocollo in omaggio a Olimpia, terra di nascita dei Giochi, è sempre il primo Paese a sfilare. L'Italia ha sfilato come 190esima, circa tre ore dopo l'inizio della cerimonia, capeggiata da un Antonio Rossi sorridente che sventolava il tricolore.

 

Particolarmente toccante l'atto finale della cerimonia con l'accensione del braciere olimpico. L'ultimo tedoforo, Li Ning, è stato sollevato in aria con due tiranti e simulando una corsa lungo il perimetro dello stadio ha figuratamente srotolato la pergamena 'olimpicà che ripercorreva il cammino della torcia da Olimpia a Pechino, dal dicembre 2007 ad oggi.

 

Poi, con l'accensione del braciere, è scattata l'esplosione dei fuochi d'artificio intorno allo stadio disegnando in cielo il drago giallo e i cinque cerchi, dando così ufficialmente il via alle Olimpiadi. Tra i leader politici presenti i capi di stato di Stati Uniti, George Bush; Afghanistan, Hamid Karzai; Francia, Nicolas Sarkozy e Russia, Vladimir Putin. Per l'Italia presente il ministro degli Esteri Franco Frattini.

 

 

L'ULTIMO TEDOFORO

 Li Ning, forse il ginnasta piu' famoso della storia della Cina, e' stato l'ultimo tedoforo della staffetta delle Olimpiadi di Pechino 2008. Li Ning, 44 anni, aveva conquistato tre medaglie d'oro (anelli, corpo libero e cavallo con maniglie), piu' due argenti e un bronzo ai Giochi di Los Angeles 1984; nel 1982 alla Coppa del Mondo conquisto' sei ori su sette possibili, guadagnandosi il titolo di 'principe della ginnastica'. Li Ning, pero', e' soprattutto un industriale di successo: e' fondatore e presidente del gruppo Li-Ning (con il trattino) di abbigliamento sportivo, oltre 200 milioni di euro di utile lordo nel 2007. Il gruppo, noto come la 'Nike cinese' per il simbolo che rammenta quello dell'azienda statunitense, e' in affari tra l'altro con Nba e Atp e aveva fatto un'offerta due anni fa per sponsorizzare la squadra olimpica italiana.
 

 

SFILA L'ITALIA, CON GIALLO

Pochi minuti prima delle 17 è toccato finalmente all'Italia sfilare sulla pista del National Stadium di Pechino. Il portabandiera Antonio Rossi ha fatto la sua apparizione alle 16,57, sorridente e orgoglioso di portare il vessillo italiano. Dietro di lui, il resto della folta delegazione azzurra, con diversi atleti che hanno rotto il protocollo e si sono lasciati andare a salti di gioia e balli a bordo pista, richiamando su di loro l'attenzione delle telecamere.

 

 

A sorpresa, la divisa degli italiani è di colore grigio chiaro. Qualcuno porta in mano un foulard di colore scuro, come scura è la pochette che fa capolino dal taschino delle giacche di molti degli atleti. C'è anche chi sventola una bandiera tricolore e su una c'è una scritta in pennarello nero e a caratteri grossi, ma non si fa in tempo a leggere il testo perchè prontamente l'attenta regia televisiva cinese "oscura" quel passaggio e cerca altre immagini del festoso sfilare degli azzurri.

C'è un 'giallo' nella sfilata della delegazione italiana alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Pechino: il tricolore sventolato da un atleta e con impressa una scritta con pennarello nero è stato oscurato nel giro di pochissimi secondi dalla televisione cinese. È accaduto mentre le telecamere inquadravano vari settori della folta delegazione, dopo aver già seguito l'ingresso del portabandiera Antonio Rossi. A un certo punto si è visto che un atleta sventolava una bandiera italiana con in bell'evidenza un messaggio, in nero e dai caratteri cubitali. Non si è capito di cosa si trattasse, forse era un semplice e affettuoso saluto a qualche congiunto o genitore rimasto in Italia da parte di un atleta super-emozionato, oppure qualcos'altro.

Fatto sta che l'accorta regia televisiva cinese è stata rapidissima nell'oscurare il passaggio e puntare subito su altri settori della delegazione che continuava a sfilare.Talmente rapida la manovra della regia che è sfuggita ai più tra i commentatori televisivi italiani collegati dallo stadio o in studio. Non c'è stato ovviamente replay, almeno per ora, e dunque resta il mistero sul testo di quel messaggio.

 


IL PRESIDENTE DEL COMITATO OLIMPICO

"La fiamma di Olimpia finalmente arde a Pechino. È un momento importantissimo della storia della Cina. Diamo il più caldo benvenuto agli atleti. È un grande onore per il popolo cinese". Le Olimpiadi di Pechino sono "i Giochi del popolo". Così Liu Qi, presidente del Comitato olimpico cinese, nel messaggio rivolto al mondo intero al termine della sfilata di tutte le delegazioni di atrleti nel National Stadium.

Liu Qi ha quindi rivolto un "grande ringraziamento" a tutti coloro che in Cina hanno lavorato a questa impresa, "sette anni dopo aver ricevuto la bellissima notizia di essere stati prescelti come Paese organizzatore". E in questo periodo di tempo da parte dei cinesi "non c'è stato alcun risparmio di energia per realizzare questa impresa". E - ha concluso - questi Giochi hanno lo scopo di "allargare gli orizzonti culturali e lo scambio tra i popoli. È questo il primo obiettivo dei Giochi di Pechino". 

 

LA CERIMONIA  

 Alle 8 locali dell'8 agosto 2008, momento magico perche' l'8 e' un numero fortunato, le Olimpiadi di Pechino sono iniziate con la cerimonia d'apertura allo stadio Nazionale, il "nido d'uccello", davanti a 91.000 persone.


Duemilaotto percussionisti, musicisti e figuranti al tempo stesso, sul terreno dello stadio hanno dato vita al countdown degli ultimi sessanta secondi, utilizzando antichi strumenti a percussione abbinati a luci stroboscopiche che hanno composto i numeri del conto alla rovescia, in ideogrammi e caratteri occidentali.

La prima fase della cerimonia diretta da Zhang Yimou, il regista di 'Sorgo rosso', 'La storia di Qiu Lu' e 'Lanterne rosse', si e' chiusa con il sorgere dei cinque cerchi olimpici, tutti in colore bianco, composti da luci a Led che si sono sollevate dal terreno mentre intorno a esse volavano venti "fate".

Dopo fuochi d'artificio che hanno illuminato gran parte della capitale cinese, compresa piazza Tiananmen, e un momento lirico con una cantante di cinque anni, alle 8.08 locali la bandiera cinese e' entrata nello stadio, portata da otto soldati marcianti a quello che in Europa potrebbe sembrare il passo dell'oca, ma che in Cina e' il massimo della marzialita': a seguire l'inno cinese.

La parte della cerimonia piu' propriamente di spettacolo, descrittiva, e' iniziata raccontando la Cina, entrata nella storia nel secondo millennio a.C., attraverso le sue conquiste culturali e tecnologiche, come la stampa.
 

Ottocentonovantasette figuranti hanno rappresentato ognuno un "carattere mobile" per dare vita a concetti delle opere di Confucio e dell'essenza stessa della Cina, come l'armonia, ma anche a raffigurazioni piu' "geografiche" come la Grande Muraglia.

Dopo la stampa, il teatro: in questo caso i figuranti della cerimonia hanno anche dato vita all'"esercito di terracotta", gli 8.000 guerrieri di terracotta dell'imperatore Qin Shi Huang che sono una delle maggiori attrazioni turistiche della Cina. La "via della seta" e' poi apparsa nello stadio con la navigazione dei commercianti per tutto il mondo allora conosciuto dai cinesi.

La storia della Cina e' arrivata alla sua conclusione nella cerimonia con un richiamo a quanto e' stato realizzato in sette anni di preparativi per i Giochi: quattromilacento figuranti-acrobati hanno ricostruito la struttura intrecciata dello stesso 'nido d'uccello', uno stadio nello stadio.

Inevitabile il riferimento al tai-chi, una delle attivita' piu' tradizionali della Cina, e poi si e' passati alla natura: l'inquinamento e le speranze per il futuro sono state espresse da dei bambini con zaini da scolari, che hanno dipinto di azzurro la bianca sabbia del mondo.

Nello stadio e' poi entrato il... Mondo, forse in base al motto dei Giochi 'One World, One Dream': un globo trasparente azzurro del peso di 16 tonnellate, che ha volato sullo stadio con alcuni attori che ne percorrevano le 'vie': "noi e il mondo", hanno infatti cantato il cinese Liu Huan e la britannica Sarah Brightman. Si e' poi passati alla sfilata delle squadre (204 e non 205 per l'esclusione del Brunei), iniziando come sempre dalla Grecia.










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