Roma, 11 agosto 2008 - Nei ringraziamenti non ha dimenticato nessuno, dall'allenatore alla famiglia, passando per chi non c'è più, come il primo maestro (Ezio Triccoli) e il papà. "E' una vittoria di squadra" ha spiegato Valentina Vezzali poco dopo aver conquistato la sua terza medaglia d'oro consecutiva ai Giochi Olimpici nel fioretto individuale (6-5 in finale alla sudcoreana Hyunhee).
Un successo destinato a restare nella storia della scherma e dello sport italiano, ottenuto con la stessa umiltà della prima volta a Sydney. Non a caso alla vigilia della partenza della delegazione azzurra per Pechino il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, aveva indicato proprio nella Vezzali il suo modello di atleta: vincente, umile ed elegante. Cambia il colore del metallo, ma in fondo tutte qualità riscontrabili anche in Margherita Granbassi, salita sul terzo gradino del podio.
Fuori dalla zona medaglie invece Giovanna Trillini, polemica con gli arbitraggi: "L'Olimpiade è lo sport, ma qui stanno dimostrando che non è così" ha tuonato dopo la sconfitta in semifinale con la sudcoreana.
C'è poi l'Italia che non t'aspetti, quella che costringe gli appassionati di sport a imparare termini come ippon e tatami e che oggi risponde al nome di Giulia Quintavalle. La 25enne livornese è la prima azzurra nella storia dei Giochi a salire sul gradino più alto del podio nella disciplina che affonda le proprie origini nella tradizione orientale. Un percorso netto il suo torneo, con la vittoria in finale a spese dell'olandese Gravenstijin.
Poco prima era arrivato l'argento nella prova a squadre del tiro con l'arco (Galiazzo, Di Buò e Nespoli), con gli azzurri in finale capaci di tenere sulle spine gli imbattibili sudcoreani fino all'ultima freccia. Risultati che consegnano all'Italia il quarto posto provvisorio nel medagliere alle spalle degli Stati Uniti trascinati ancora una volta da Michael Phelps.
'Mister 8 ori' ha centrato forse il suo oro più difficile grazie anche ai compagni della 4x100 stile libero. Due i primati mondiali caduti in finale: quello a squadre (3'08"24) e quello dei 100 metri stabilito dal primo frazionista australiano, Sullivan, in 47.24. Per Phelps nel pomeriggio è arrivato anche il primato olimpico nelle batterie dei 200 farfalla.
Nel conto delle medaglie italiane di giornata risulta quasi invadente l'assenza di Federica Pellegrini, soltanto quinta nei 400 stile libero. L'azzurra si è rifatta nel pomeriggio stabilendo il nuovo limite mondiale dei 200 e candidandosi per una pronta rivincita da consumare stanotte.