Roma, 18 agosto 2008 - Un centesimo per Michael Phelps, un solo centimetro per Yelena Isinbayeva. A un osservatore distratto potrebbe anche sembrare una questione di fortuna, ma la verità è che i grandi campioni sono in grado di costruire le proprie imprese giocando anche sulle inezie. Difficile infatti definire 'fortunato' un atleta quando porta a casa il settimo titolo olimpico (vedi lo statunitense nei 100 farfalla), quasi impossibile pensare che sia una questione di buona sorte quando una ragazza russa migliora di un centimetro il primato mondiale per tre volte nello spazio di un mese. E' accaduto oggi alla regina del salto con l'asta: 5,05 metri e secondo oro olimpico (bissato il trionfo di Atene). Un record atteso quello della Isinbayeva, certamente migliorabile nel corso di qualche remunerativo meeting, ma importante abbastanza per regalare a chi guardava la sensazione di un'impresa difficile da dimenticare.
Di solito a far notizia sono gli atleti che vincono o perdono, spesso tra polemiche e recriminazioni, ma c'è persino chi conquista la prima pagina grazie ad un ritiro. E' il caso di Liu Xiang, idolo sportivo (insieme a Yao Ming) di una Cina che per qualche minuto oggi ha persino dimenticato i 39 ori nel medagliere (già stracciato il record di Atene). E' accaduto nella notte italiane quando l'atleta asiatico, tenuto a riparo dai giornalisti nelle ultime settimane, si è presentato claudicante alle batterie dei 110 ostacoli per dare forfait dopo una falsa partenza. Per il paese ospitante è la delusione più grande dei Giochi nella gara più attesa, lui magari si consolerà con i 9 milioni di euro promessi da una compagnia assicurativa cinese.
Prosegue intanto il momento delicato dell'Italia: oggi è arrivato l'amaro 14.mo posto di Vera Carrara nella corsa a punti di ciclismo su pista, dominata dall'olandese Marianne Vos. L'azzurra, candidata numero 1 al successo finale, non è mai stata in gara, portando a casa la miseria di un punticino. Troppo poco per le sue ambizioni, quasi imbarazzante per una disciplina che in passato aveva regalato ben altre soddisfazioni al nostro sport e che oggi può contare soltanto su questo risultato.
Amarezza, ma di ben altro tenore, anche per Matteo Morandi e Andrea Coppolino, rispettivamente sesto e quarto nella prova degli anelli di ginnastica. Risultati discutibili sui quali reclama anche la federazione italiana: "Non possiamo fare reclamo sull'esecuzione - ha spiegato il presidente Riccardo Agabio - ma chiedo alla Fig (la federazione internazionale di ginnastica, ndr) di spiegarci dove Andrea Coppolino abbia lasciato per strada 9 decimi". Sul podio, neanche a dirlo, due cinesi, circostanza che non può non alimentare sospetti. "Essere derubati lascia l'amaro in bocca. Meritavo il bronzo, lo hanno visto tutti" è il commento dello stesso Coppolino al termine della gara.
Già, perché come spesso accade a non essere all'altezza dei Giochi Olimpici sono i giudici di gara, come nel caso della medal race della classe 49er di vela, omologata oggi in maniera discutibile dalla giuria pechinese. Restano all'asciutto dunque i fratelli Sibello (a meno di una clamorosa decisione del TAS a cui si appellerà la Spagna) che speravano in una squalifica dei danesi dopo aver festeggiato il bronzo sul traguardo. Un metallo trasformato poco dopo in legno, dopo aver disputato una regata senza neppure sapere di avere alle spalle dei rivali fondamentali per il podio.
Per fortuna che c'è la nobile arte della boxe e quel Roberto Cammarelle che battendo oggi il colombiano Oscar Rivas (9-5 per il lombardo) si è assicurato la qualificazione alle semifinali e, nel peggiore dei casi, una medaglia di bronzo. "Voglio vincere l'oro" ha assicurato dopo il combattimento, l'augurio è che per arrivarci debba fare i conti soltanto con gli avversari.