Roma, 23 agosto 2008 - Settima Olimpiade, 44 anni, quinta medaglia ai Giochi, addirittura la sua 26.ma in assoluto se si considerano anche i campionati mondiali di canoa. Da qualsiasi parte si voglia cominciare a leggerli, i numeri di Josefa Idem sono impressionanti, così come la capacità di digerire con un sorriso il secondo posto nella canoa K500 per soli 4 millesimi di secondo: "Cavolo mi spiace, soprattutto per mio figlio che voleva sentire l'inno; ma sono comunque molto contenta".
Quattro anni di lavoro, 1460 giorni di preparazioni ai Giochi, e poi quel primo gradino del podio che vola via per un'inezia, un dettaglio che neppure l'atleta più scrupoloso può preparare. Poco conta per una ragazza di 44 anni come Josefa Idem che dopo la premiazione ha anche espresso il proprio appoggio al Tibet e al Dalai Lama, ricordando alla politica le proprie responsabilità.
Parole che accomunano la teutonica Josefa al casertano Clemente Russo: "Dedico questa medaglia d'argento ai cinesi che soffrono per i diritti umani nel loro paese - ha spiegato il pugile dopo la sconfitta nella finale dei pesi massimi contro il russo Rakhim Chakhkiev - Sono sicuro che le Olimpiadi li aiuteranno a migliorare anche su questa strada".
Due bei volti dell'Italia che da un lato sorride, ma che dall'altro, non si può negarlo, fatica a fare i conti con il proprio medagliere. A una giornata dalla conclusione il bottino è di 27 medaglie: 7 ori, 10 argenti e 10 bronzi, un discreto totale che trova tuttavia proprio nel metallo pregiato il suo punto debole. Troppo poco forse anche per tenere alle spalle i cugini francesi, che al momento hanno un oro in meno degli azzurri, ma che domani possono contare su due finali, contro una degli azzurri (quella di Cammarelle).