Roma, 24 gennaio 2008 - ORE 14,53 Il Presidente del Consiglio Romano Prodi è giunto a Palazzo Madama, dove sta per aprirsi il dibattito sulla fiducia al Governo.
Romano Prodi non torna sui suoi passi: va avanti, chiede la fiducia al Senato e aspetta l'esito del voto. Solo dopo è disposto a discutere di scenari.
Il presidente del Consiglio è salito al Colle stamattina e ha spiegato al Capo dello Stato la sua intenzione di proseguire nella parlamentarizzazione della crisi, fino in fondo. Il premier avrebbe anche illustrato la situazione dei numeri al Senato e non sarebbe del tutto pessimista. Secondo i calcoli che si stanno facendo a palazzo Chigi, il governo potrebbe addirittura incassare un voto di fiducia, seppure per un solo voto, o il pareggio. Un pareggio che al Senato è voto contrario, ma che permetterebbe al premier, unito al largo consenso della Camera, di dimostrare che il suo non è un governo completamente battuto. E che quindi potrebbe anche lasciare aperta la porta a un reincarico, nonostante la freddezza del Quirinale su questa ipotesi.
Ma soprattutto, spiegano a palazzo Chigi, l'importante è andare fino in fondo a schiena dritta. «È questione di principio e di stile, assai più che scommessa sui numeri», conferma il prodiano Franco Monaco.
Ma nonostante le sue rassicurazioni, tutti stanno facendo i conti e di ora in ora, di dichiarazione in dichiarazione, l'altalena delle possibilità oscilla con cadenza sempre più frenetica. Fisichella ha annunciato ai giornali che si dimetterà, ma intanto non svela se stasera sarà al Senato.
Pallaro invece sarà assente; Cusumano, dell'Udeur, rinvia ogni decisione al suo intervento in aula, il malore di Mastella scatena voci e illazioni, smentite e controrepliche, le decisioni del gruppo delle Autonomie fanno fibrillare i conteggi.
Di certo al momento Prodi ha incassato il sostegno convinto alla sua scelta solo di Verdi, Pdci e Sd. Tacciono ancora Prc e Pd.
LA MATTINATA
ORE 12,34 "Oggi non parteciperò al voto di fiducia in Senato. Sono e resto un indipendente. Ho sempre sostenuto che, come parlamentare eletto all'estero, il mio compito è la difesa dei diritti degli Italiani all'estero, coniugandola con l'interesse dell'Italia. In questo difficile momento che sta attraversando il Paese in crisi economica ed istituzionale, non partecipo al voto per lasciare spazio alle decisioni che prenderà il Capo dello Stato". Lo dice el senador italo-argentino, Luigi Pallaro.
ORE 12 Prodi: "Andrò in Senato alle 15". Alle 20.30 è previsto il voto decisivo.
ORE 11,50 "Sono notizie che mi hanno dato 10 minuti fa. La situazione nell'ultima mezz'ora sembrerebbe radicalmente cambiata. I tre senatori dell'Udeur non andrebbero oggi in aula, così come farebbe anche il senatore Turigliatto. I senatori dell'Udc ci stanno pensando. Dunque il quorum cambierebbe e il governo potrebbe avere la fiducia". È quanto ha dichiarato il presidente emeriuto della Repubblica, Francesco Cossiga, parlando della crisi di governo ai microfoni di Radio3Mondo.
ORE 11,45 Il presidente del Consiglio, secondo quanto si e' appreso, ha confermato al capo dello Stato la volonta' di presentarsi al Senato e di chiedere la fiducia.
ORE 11,30 E' durato oltre tre quarti d'ora l'incontro al Quirinale fra il presidente del Consiglio Romano Prodi e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il premier è rientrato in macchina a palazzo Chigi. Prodi: "Colloquio sereno"
ORE 10.20 Non ci sono alternative è sicuro che si va verso l'elezioni anticipate. Ne è convinto il ministro dell'Università e della Ricerca, Fabio Mussi, che questa mattina a margine dell'inaugurazione del master in 'Didattica della Shoah' avvenuta in Campidoglio, ha delineato quelli che a suo avviso saranno i futuri sviluppi della crisi. "Cosa abbia deciso Prodi questa notte -ha detto Mussi- non lo so. Il problema -ha sottolineato- è che si va ad elezioni anticipate. Bisogna vedere esattamente per quale strada".
Il ministro ha quindi fatto il paragone con il "tom tom che indica le possibili strade alternative per andare in un determinato posto. Forse -ha aggiunto- ci sono due-tre percorsi alternativi ma è del tutto evidente che si va ad elezioni anticipate. Le varianti -ha concluso- sono tante sul percorso, penso abbastanza breve, che ci porterà ad elezioni anticipate che ormai sono sicure".
ORE 10 Appuntamento, questa mattina alle 10, tra il presidente del Consiglio, Romano Prodi, e il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. L'incontro, che servirà a fare il punto sullo stato della crisi di governo dopo il primo voto della Camera e, soprattutto, a poche ore dal dibattito al Senato, è stato concordato dai due nel corso del colloquio avuto ieri.
Il commissario Ue ai Media Viviane Reding: "La durata delle pubblicità di 12 minuti l'ora non viene rispettata, le televendite non sono incluse in questi 12 minuti e l'autopromozione non viene considerata pubblicità. In più le sanzioni contro chi viola le norme sono deboli"