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Politica

VERSO LE ELEZIONI

Boselli: "Il Pd è l'isola dei famosi"
Roma, Alemanno sfiderà Rutelli

Il segretario dei socialisti apre la campagna elettorale e non risparmai critiche a Veltroni. Commenta

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Enrico Boselli Roma, 24 febbraio 2008 - Silvio Berlusconi non si può battere imitandolo e utilizzando le sue stesse armi. Aprendo la campagna elettorale dei Socialisti a Roma, Enrico Boselli non risparmia critiche alle scelte del Pd e stoccate al leader Walter Veltroni, avvertendo che le elezioni non si vincono con la politica da "avanspettacolo": "Siamo convinti che il miglior modo per sconfiggere Berlusconi non sia imitarlo", ammonisce il leader socialista puntando il dito contro le ultime mosse di Veltroni.

 

A cominciare dalla candidatura di alcuni giovani "sconosciuti" nelle liste del Pd: "Noi non siamo per il giovanilismo e per lo sbandieramento del cambio generazionale, quando questo arriva da leader che hanno più di 50 anni e oltre mezzo secolo di vita politica alle spalle - afferma Boselli - non siamo per scegliere giovani sconosciuti candidati senza alcun criterio democratico. In sostanza, siamo contrari all'ipocrisia, alla politica da avanspettacolo".

 

Per Boselli, la ricerca di una nuova classe dirigente non può avvenire "attraverso un concorso di bellezza, come se si trattasse dell'Isola dei Famosi o con un provino tra i rampolli delle più importanti famiglie. Questo non è serio", conclude.

  • 24/02/2008 21:03

    odiano i capitalisti ma amano i capitali...ecco chi sono i comunisti...girano coi SUV , sono milionari, amano il potere ma si professano compagni...odiano l'america ma la copiano .Okey? si ,sono ridicoli pagliacci...
  • 25/02/2008 10:45

    Boselli tu non sei per il giovanillismo; guardi solo alla tua poltrona, sei una bandaruola ma non vedi che non ti vuole più nessuno!! SEI UN POCO SERIO. Gianni il baffo.
  • 25/02/2008 13:01

    Il grande problema della politica italiana è costituito dalla frammentazione politica, che porta necessariamente alla costituzione di governi di coalizione, dove ogni partito è portatore del suo microprogramma, da sottolineare con grande enfasi per motivi di visibilità. Ogni governo poi non può prescindere dalla immancabile divisione di poltrone ministeriali secondo nuovi manuali cencelli. In mancanza di un sistema elettotrale uninominale, sarebbe finalmente ora che gli elettori si decidessero a trascurare i partitini, di cui quello di boselli è uno dei tanti esempi, indirizzando il proprio voto o su berlusconi o su veltroni, per richiedere esplicitamente alla classe politica una svolta definitiva in senso bipartitico. In tutti i paesi anglosassoni e del nord europa il bipartitismo e la legge elettorale uninominale assicurano governabilità, candidature credibili, programmi chiari, ed obbligano ad azioni di governo efficaci e senza alibi .
  • 01/03/2008 11:51

    In questa campagna elettorale fanno a chi la spara più grossa ma nessuno osa proporre la riforma più urgente per l'Italia, la Riforma Fiscale. Basterebbe ispirarsi, tra i tanti Paesi civili, a quella della Gran Bretagna. Tassazione del reddito (tradotta dalle sterline in euro): semplicemente 10% sui primi 3.000 euro circa, 22% dai 3.000 ai 50.000 euro e 40% oltre. Con una serie di spese deducibili dal reddito delle quali il cittadino conserva le ricevute per un interesse economico, e così c'è anche un controllo incrociato tra contribuenti. Inoltre la mia busta paga da dipendente, ecco che con una tassazione del 22%, anzichè le attuali, avrebbe veramente l'aumento! Se ce la fanno in Inghilterra! Anzi lì possono dare un sussidio ai disoccupati che permette loro di campare, hanno soldi per la ricerca, pagano bene i laureati durante la specializzazione ed il dottorato, ecc. E noi abbiamo anche meno spese militari di loro! Ma qui ai furbi fanno comodo i poveri.
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