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L'ATTACCO

Spinetta: "Air France è fuori,
per Alitalia serve l'esorcista"

Il numero uno della compagnia franco-olandese commenta il fallimento della trattativa per l'acquisizione del vettore italiano. "Sono molto dispiaciuto. Ora lo scenario è cambiato e dobbiamo dedicarci ad altro"

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aerei alitalia Istanbul, 2 giugno 2008 - ''Per Alitalia ci vuole l'esorcista: aveva ragione l'ex presidente Maurizio Prato, sembra proprio che non ci siano altre strade per salvare quella compagnia''. Con queste parole di Jean-Cyril Spinetta, numero uno di Air France-Klm, commenta il fallimento del progetto di acquisizione di Alitalia. Intervistato dall'Ansa in merito al nuovo tentativo di cessione avviato dal governo Berlusconi, Spinetta dice ''ne restiamo fuori'', perché con Air France ''non c'è stato alcun contatto''.

 

Il presidente di Air France sottolinea di aver vissuto con ''molto dispiacere'' il fallimento di una operazione sulla cui validità, dice, ''ho sempre creduto molto''. Ma ora lo scenario del settore è cambiato e appare difficile, spiega, riproporre un progetto di integrazione di Alitalia nel gruppo Air France-Klm. ''No, ora non ci pensiamo. In questo momento dobbiamo dedicarci ai nostri problemi interni, e in particolare a far fronte agli effetti del prezzo dei carburanti'', prosegue Spinetta a margine dell'assemblea annuale della Iata dove le compagnie di tutto il mondo si stanno confrontando sulla nuova crisi del settore innescata dai record del petrolio.

 

Fallita la trattativa, oggi che si rimette in moto l'iter per la privatizzazione ''con l'Italia non c'è stato nessun contatto''. Nessun contatto, nè con il governo, nè con Alitalia nè con Banca Intesa, sottolinea sempre Spinetta rispondendo a una domanda sul nuovo tentativo di cessione della compagnia aerea, e di ricerca di un partner, avviato dal governo, con Intesa Sanpaolo che si appresta ad assumere il ruolo di advisor.

 

Dell'esperienza a Roma sulla trattativa con i sindacati e sul difficile confronto con la politica, Spinetta dice di non essere sorpreso per le difficoltà incontrate: ''Sono di origini italiane - dice - e quella italiana è una realtà che conosco bene''. Il progetto è fallito per colpa dei sindacati o della politica? ''Non c'è stato un ostacolo in particolare - risponde - è stato tutto veramente molto complesso''.










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