Il ministro degli Esteri durissimo sulle ennesime bordate contro Israele, gli Stati Uniti e la stessa Onu, lanciate da Ahmadinejad. Ma esclude un intervento militare Commenta
Roma, 4 giugno 2008 - Severo il giudizio di Franco Frattini sulle ennesime bordate contro Israele, gli Stati Uniti e la stessa Onu, lanciate ieri dal presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad nel suo intervento dalla tribuna degli oratori al vertice della Fao di Roma. "In molte occasioni abbiamo ribadito che non si può incontrare chi parla della distruzione di Israele, e bolla gli Stati Uniti come il 'Grande Satanà», ha ricordato Frattini, intervistato da Maurizio Belpietro su Canale 5 nel corso del programma 'Panorama del giornò.
"L'Iran però non è sempre stato così", ha puntualizzato il titolare della Farnesina. Nessun riferimento all'epoca dello Scià, anzi: il ministro ha sottolineato piuttosto come, pur a regime degli ayatollah già instaurato, «la situazione fosse diversa» quando presidente era il riformista Mohammad Khatami: con lui ci si poteva confrontare, ha notato Frattini. "Oggi invece non ci sono le condizioni", ha proseguito, e l'appartenenza stessa alla Nato "non ci consente di tollerare nè di condividere la linea d'azione" di Ahmadinejad.
Sull'eventualità di un intervento militare contro la Repubblica Islamica, "non credo che possa o che debba avvenire - ha osservato il capo della Farnesina - Occorrono chiarezza e fermezza, affinchè l'Iran comprenda che l'isolamento internazionale non è nel suo interesse". Del resto, ha concluso, se ne rende conto lo stesso presidente iraniano quando fa di tutto per non dare l'impressione di essere relegato da parte a un summit come quello della Fao, in cui non gli è stato possibile prendere contatto con le autorità italiane.
LOTTA ALLA FAME
Nel quadro dell'attuale crisi alimentare mondiale, "il G8 assume un ruolo particolarmente importante, e in esso l'Italia che tra pochi mesi lo presiederà", ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, rilanciando "con forza" l'impegno dell'Italia per sradicare la fame nel mondo. "Proprio qui da Roma oggi è importante riproporre al G8", ha dichiarato il capo della Farnesina, "l'impegno a vincere insieme le sfide contro la più fondamentale e grande delle diseguaglianze: la fame".
Occorre "creare un meccanismo internazionale per compensare le carenze di scorte alimentari, una banca del cibo che contribuisca alla stabilizzazione dei prezzi e contrasti le speculazioni - incalza Frattini - un simile strumento, garantendo adeguati livelli di scorte prer fronteggiare picchi inattesi di domanda o cali imprevisti della produzione, consentirebbe di ridurre la volatilità dei prezzi agricoli. Per debellare la piaga della povertà tutti devono partecipare - ha quindi affermato Frattini - l'Italia è in prima linea nel garantire che la sicurezza alimentare, la lotta alla povertà e lo sviluppo agricolo sostenibile rimangano al centro dell'agenda internazionale"
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