Il ministro dell'Interno conferma la linea del governo: "Il reato di immigrazione clandestina, ha detto il ministro, "costituisce lo strumento più efficace, e forse l'unico, per garantire una espulsione certa, immediata ed effettiva"
Lussemburgo, 5 giugno 2008 - Il ministro degli Interni, Roberto Maroni, ha ribadito, oggi da Lussemburgo, la sua intenzione di tirare diritto sulla introduzione del reato di immigrazione clandestina, nonostante le "riserve personali" del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che si riferiscono, ha osservato, a possibili problemi di attuazione, che saranno risolti, e non ad obiezioni di principio.
Maroni si è detto "confortato" dall'approvazione odierna, da parte del Consiglio dei ministri degli Affari interni dell'Ue, della 'direttiva rimpatri', che riguarda tra l'altro le condizioni e garanzie di detenzione degli immigrati clandestini nei Cpt.
Il reato di immigrazione clandestina, ha detto il ministro, "costituisce lo strumento più efficace, e forse l'unico, per garantire una espulsione certa, immediata ed effettiva, anche alla luce della nuova direttiva Ue" secondo la quale si può far ricorso al rimpatrio forzato come provvedimento accessorio a condanne penali. Una condizione, questa, che secondo Maroni è in linea con quanto prevede il decreto sicurezza.
Il ministro ha invece respinto le critiche provenienti dalla sua stessa maggioranza, e in particolare da Carlo Giovanardi, in quanto, ha spiegato, sono obiezioni di principio, e non relative alle circostanze di attuazione, come il pericolo di ingolfamento della giustizia, a cui si riferiva Berlusconi.
I DUBBI DI BERLUSCONI
Quanto ai dubbi di Berlusconi sull'introduzione del reato di immigrazione clandestina, si tratta di dubbi di natura pratica sulla sua attuabilità, ma nessuna opposizione di natura ideologica, chiarisce Maroni. "Il presidente Berlusconi - ha detto Maroni - ha espresso preoccupazioni legittime e condivisibili, non ideologiche, sulle conseguenze dell'introduzione del reato di immigrazione clandestina".
In particolare, ha spiegato ancora il ministro, il premier "ha espresso dubbi sull'efficacia e sul modo in cui può essere applicato, sono problemi che conoscevamo bene e che cercheremo di risolvere".
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