Palazzo Madama ha approvato il decreto sicurezza, che ora passa all'esame della Camera. A favore si sono espressi 166 senatori, 123 i contrari, 1 astenuto
Roma, 24 giugno 2008 - Via libera dal Senato al decreto governativo sulla sicurezza che contiene l'aggravante di clandestinità, le norme blocca-processi (per reati che non creano allarme sociale e commessi entro giugno 2002), l'uso dell'Esercito nelle città. Con 166 voti a favore, 123 contrari ed un astenuto, Francesco Cossiga, i senatori hanno approvato in prima lettura il provvedimento che andrà alla Camera per il sì definitivo. A favore hanno votato Pdl, Lega, Mpa. Contro Pd, Idv, Udc.
"Siamo contrari all'aggravante della clandestinità ed alla norma che sospende i processi. Ritiratela da questo decreto", ha chiesto il capogruppo del Pd Anna Finocchiaro nella dichiarazione di voto annunciando il no dei democratici con la sottolineatura "il dialogo deve avere principi e regole condivisi". "Quella norma resta" replica il ministro dell'Interno, Roberto Maroni. "Ritirare le norme blocca-processi - dice Maroni - vorrebbe dire ritirare l'intero decreto. Non vedo perchè dovremmo farlo, la maggioranza ha votato compatta e non darà ascolto alle polemiche pretestuose e inutili dell'opposizione".
Riguardo alla possibilità di 'scambio' tra lodo-Schifani e ritiro del 'blocca-processi' Maroni ha sottolineato "se il governo deciderà di presentare un provvedimento come il lodo-Schifani o il lodo-Maccanico può farlo senz'altro, ma le due cose sono distinte e separate. Il decreto che abbiamo approvato oggi contiene norme durissime contro la mafia e la criminalità organizzata, le stesse norme che Giovanni Falcone ha voluto per lungo tempo".
Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl, non ha nascosto "l'orgoglio" di votare "un provvedimento che dà più sicurezza agli italiani e più trasparenza alla giustizia". Di tutt'altro avviso il partito di Antonio Di Pietro i cui senatori parlano di un ritorno della P2, alzano cartelli con su scritto "È tornato il caimano", dal noto film di Nanni Moretti, ed ancora "Anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti", prendendo a prestito una strofa della 'Canzone di Maggio' di Fabrizio De Andrè.
Felice Belisario, capogruppo Idv, dice "in questa legislatura assistiamo e assisteremo ancora ad attacchio violentissimi nei confronti della magistratura: si sta realizzando il disegno piduista, cioè la magistratura asservita al potere esecutivo".
L'ex Guardasigilli Roberto Castelli, che aveva aperto alla 'tregua' proposta proposta dall'Anm che chiedeva di rinunciare alla norma blocca-processi in cambio di un provvedimento sulle immunità per le alte cariche, prende che le cose sono andate diversamente e dice "la mia era solo una proposta di buon senso, mi sembrava che potesse essere utile per svelenire il clima. Ma mi pare che non sia andata. Del resto -conclude l'esponente del Carroccio- credo sia chiaro ormai che gran parte dell'opinione pubblica ha capito che in Italia nel rapporto tra magistratura e politica esiste un'anomalia e ci chiede di correggerla. Dunque si andrà avanti".
Il consiglio dei ministri ha dato l'ok al nuovo ddl. Le intercettazioni saranno possibili per reati con pena dai 10 anni, ma anche quelli contro la pubblica amministrazione