Secondo gli ultimi dati dell'Istituto Crespi, a fare boom è la Lega (ormai al 10% di gradimento), mentre il Pdl come partito perde un punto e il Pd di Veltroni crolla di 3 punti
Roma, 7 luglio 2008 - Stabile al 60 per cento la fiducia in Silvio Berlusconi. Maroni e Tremonti primi tra i ministri. Ultima la Carfagna. Maggioranza avanti di 15,4 punti percentuali sulla coalizione Pd-Idv. Boom della Lega Nord. Sono i risultati dell'ultimo sondaggio realizzato dall'istituto Crespi Ricerche e diffuso in esclusiva dal quotidiano online Affaritaliani.it.
La rilevazione è stata effettuata giovedì 3 e venerdì 4 luglio. Campione di 1.001 casi rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne in base ai parametri Istat di sesso, età e macro-area di residenza; metodologia Cati.
La fiducia nel presidente del Consiglio, rispetto al mese di giugno è rimasta invariata a quota 60%. Mentre quella nel governo è passata dal 56 al 55%. Il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, è salito come gradimento al 60% dal 57 di un mese fa: balzo di tre punti. Renato Schifani ha recuperato un punto, dal 47 al 48%. Il presidente della Camera Gianfranco Fini era ed è rimasto al 55%.
Passiamo ora ai ministri. Sono nove quelli che superano come gradimento il 50%, nove quelli che segnano una flessione, dieci sono invece stabili e due recuerano consenso. Il ministro che cresce più di tutti è Umberto Bossi (+3%), Renato Brunetta quello che perde maggiormente (-4). In testa alla classifica Roberto Maroni e Giulio Tremonti, alla pari al 57%.
Seguono Renato Brunetta e Franco Frattini (55%), poi Maurizio Sacconi con il 53% e Stefania Prestigiacomo (51%). Angelino Alfano, Giorgia Meloni e Ignazio La Russa hanno una fiducia pari al 50%.
Ultima tra i ministri è Mara Carfagna al 30%, un punto meno rispetto a giugno.
Walter Veltroni come leader dell'opposizione era al 44% ed è sceso al 41. Per quanto riguarda le intenzioni di voto, la coalizione di Centrodestra (Pdl-Lega-Mpa) è attualmente al 51,7% e il mese precedente era al 52. Il Centrosinistra (Pd-Idv) è al 36,3 ed era 36,5%. La distanza tra i due poli rimane del 15,4%, era pari al 15,5 a giugno.
Tra i singoli partiti il Popolo della libertà perde un punto, dal 41 al 40%. Ma il dato resta elevato rispetto a quello delle elezioni (37,4). Boom della Lega Nord: dall'8,3% del 13-14 aprile, il movimento guidato da Umberto Bossi ha raggiunto il 10% (un mese fa era al 9,5%). Bene anche l'Mpa, all'1,7% (+0,2), alle Politiche aveva l'1,1. Il Partito democratico ha perso un punto secco: dal 31 al 30% e alle elezioni aveva il 32,2. Ancora in crescita invece l'Italia dei Valori, salita al 6,3% dal 5,5 di giugno e dal 4,4 delle Politiche. Leggere recupero dell'Udc rispetto a un mese fa: 4,5% rispetto al 4, ma alle elezioni aveva preso il 5,6.
La Sinistra Arcobaleno è scesa al 3,8% rispetto al 4,5 di trenta giorni fa. In calo La Destra: 1,8% dal 2,4 del voto. Il mese precedente era al 2%. I Socialisti sono allo 0,7% dallo 0,5 di giugno e alle Politiche erano all'1.
Luigi Crespi spiega ad Affaritaliani.it i risultati di alcuni focus svolti con il campione. "Il tema della giustizia non intaccherà mai Berlusconi. Il premier non viene percepito dagli italiani come un 'pregiudicatò ma come un 'perseguitatò. E la misura sul Cavaliere verrà fatta tra qualche mese sulle tasche dei cittadini. Ovvero se avranno qualche soldo in più oppure no. Per quanto riguarda le cosiddette 'intercettazioni-hard' gli italiani lo giustificano. Tutti. Sto facendo uno studio approfondito ed entro la fine dell'anno uscirà un mio libro, il secondo, in cui spiegherò la radice di questo consenso per Berlusconi, al di sopra dei parametri che valgono per tutti gli altri. Un dato di cui bisogna tenere conto".
Il consiglio dei ministri ha dato l'ok al nuovo ddl. Le intercettazioni saranno possibili per reati con pena dai 10 anni, ma anche quelli contro la pubblica amministrazione