Secondo i medici il disegno del Governo è ormai senza veli: "un servizio sanitario pubblico povero e per i poveri con larghi e crescenti spazi ai privati, quelli della Santa Rita o dell`Abruzzo"
Roma, 17 luglio 2008 - Camici bianchi pronti allo sciopero. Le organizzazioni sindacali dei medici e dei veterinari del Ssn dichiarano aperta una stagione di mobilitazione ed iniziative che culminerà con tre giornate di sciopero nazionale da programmare nel mese di ottobre insieme ad una manifestazione nazionale a Roma.
Anaao Assomed, Cimo Asmd, Civemp, Cisl medici, Federazione medici Uil Fpl, Fesmed, Fp Cgil medici, Umsped puntano l'indice contro la manovra economica del Governo che vuole "la destrutturazione del servizio sanitario nazionale attraverso la riduzione del finanziamento e l`attacco ai medici e ai veterinari dipendenti". Per i sindacati il disegno del Governo è ormai senza veli: "un servizio sanitario pubblico povero e per i poveri con larghi e crescenti spazi agli imprenditori cosiddetti privati, quelli della Santa Rita o dell`Abruzzo, per intenderci".
In una nota congiunta, i camici bianchi sottolineano che "lo scippo della normativa europea sull`orario di lavoro, il perdurare di forti difficoltà nella trattativa per il rinnovo di un Ccnl scaduto da 3 anni, il pensionamento coatto di coloro che hanno raggiunto i 40 anni di contributi previdenziali, la riduzione degli organici e delle prospettive di carriera dei medici il taglio dei fondi contrattuali e delle indennità accessorie in caso di malattia, esprimono la volontà di cambiare, in maniera surrettizia, la costituzione materiale della sanità italiana".
Nel momento in cui vengono alla ribalta "numerosi scandali imperniati sul rapporto della sanità con la politica viene rafforzata l`ingerenza e la pervasività dei partiti e l`arbitrio feudale della politica. Il Governo - accusano i sindacati - non vuole medici liberi ed autonomi che operino secondo scienza e coscienza, ma impiegati di concetto alle dipendenze del direttore generale di turno", accusano i sindacati.
Il consiglio dei ministri ha dato l'ok al nuovo ddl. Le intercettazioni saranno possibili per reati con pena dai 10 anni, ma anche quelli contro la pubblica amministrazione