Il ministro della Funzione pubblica: "Se non sono zero potranno essere 500 o 5.000, ma non 500mila". I primi dati della battaglia a fannulloni e falsi malati nel pubblico impiego: "Ma ci sono ancora margini di miglioramento"
Roma, 27 luglio 2008 - È "zero" il numero "fisiologico" di consulenze nella pubblica amministrazione. Lo ha affermato il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, in un dibattito a 'Cortina Incontra 2008'. "Se non sono zero - ha aggiunto Brunetta - potranno essere 500 o 5.000, ma non 500mila".
Per questo, al ministro dell'Economia Giulio Tremonti "ho proposto di prendere le risorse delle consulenze e darli alle opere di bene e per l'anno prossimo ho messo 200 milioni per pagare meglio i dipendenti pubblici bravi. Io però non sono Robin Hood - ha aggiunto con ironia - che mi è sempre stato antipatico perchè era in braghette e calzoncini, con le frecce e in fondo la sua è una storia controversa".
"Se dieci piccoli comuni di montagna si mettessero insieme - ha spiegato Brunetta - potrebbero dividere il costo di una consulenza geologica, anzichè pagarne dieci diverse. Ci sono però sindaci che prendono dei consulenti, per marchetta politica, magari per fare un disegno delle fioriere, nonostante abbiano uno o più geometri a disposizione per fare quel progetto".
"Brunetta è un nome collettivo è la gente che non ne può più dell'inefficienza dei servizi pubblici". Lo ha scandito a 'Cortina Incontra' il ministro Brunetta che parlando della campagna contro i fannulloni ha aggiunto "60 milioni di italiani sono con me".
NORMA ANTI-PRECARI
La norma anti-precari "va rivista", parola di Brunetta, che si schiera per la modifica del testo: "è un emendamento parlamentare - ha spiegato - voluto per risolvere i problemi che riguardavano la stabilizzazione di contratti atipici, che avrebbe avuto un peso insostenibile per molte azienda, fra cui le poste".
"Ovvio che chi subisce dei torti va tutelato" e da questo punto di vista "la norma va rivista" ha affermato Brunetta.
"L'emendamento è di origine parlamentare e non governativa e la mia posizione è esattamente identica a quella del ministro del Welfare, Maurizio Sacconi". È quanto ha precisato poi Brunetta in riferimento alla norma 'anti-precari' contenuta nella manovra.
FEDERALISMO
Con la riforma federale dello Stato non ci saranno più "Regioni e Comuni a statuto speciale". Lo ha affermato Brunetta. "Basta con le Regioni e i Comuni a statuto speciale - ha detto Brunetta -nessuno potrà essere più speciale degli altri, perchè tutti saranno speciali. Attenzione però: se il federalismo è fatto bene allora funziona, ma se è fatto male diventa una catastrofe e si raddoppiano i costi" della macchina pubblica.
SANITA'
Il governo "sta decidendo di commissariare brutalmente" le Regioni con un grave deficit finanziario nella sanità. Lo ha detto il ministro. "Abbiamo intenzione - ha spiegato Brunetta - di commissariare i commissari, ossia di commissariare le stesse Regioni senza guardare in faccia a nessuno. Perchè vicende come quella abruzzese, quella laziale o quella campana prossima ventura sono inaccettabili. Queste Regioni - ha sottolineato - non solo sfondano i tetti previsti, ma hanno una sanità schifosa, i dirigenti si autopremiano e i loro malati vengono al Nord per farsi curare".
ASSENTEISMO
La guerra ai fannulloni e ai falsi malati nella pubblica amministrazione sta già dando i duoi primi frutti. Lo annuncia non senza orgoglio il ministro renato Brunetta, che spiega: ''La battaglia che ho fatto ha portato ad una riduzione dell'assenteismo del 20%''.
Certo, non tutto è già stato fatto: ''Ci sono ancora margini di miglioramento'', dichiara il ministro.
BONANNI: NO ALLE BASTONATE
La riforma della pubblica amministrazione si può fare, ma solo attraverso il dialogo e sulla base di proposte concrete e condivise, non la si può imporre "a bastonate". Questo è quanto dichiara in sintesi Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, in un'intervista al Corriere della Sera. Una risposta ferma all'intervento di ieri apparso sullo stesso quotidiano del ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, che illustrava la sua battaglia "contro i dipendenti pubblici fannulloni".
"Basta con questa campagna denigratoria", attacca Bonanni. "Il meccanismo è chiaro. Si spara sulla categoria dei dipendenti pubblici, se ne parla male tutti i giorni. E poi si taglia, tanto se i reprobi strillano, non fa nulla, non importa a nessuno. Non va bene. Nessuno può pensare di fare le riforme a bastonate".
Polemica anche tra i sindacati e il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, sulla proposta di aumentare l'età pensionabile dal 2014 contenuta nel Libro verde del governo. In particolare, arrivano da Cgil e Uil le maggiori critiche all'idea lanciata dal documento di Sacconi per innalzare la soglia minima di 62 anni: contestano 'l'iniquità' di un eventuale rialzo e la scelta sbagliata di rilanciare il dibattito su una 'vicenda già conclusa'.
Il consiglio dei ministri ha dato l'ok al nuovo ddl. Le intercettazioni saranno possibili per reati con pena dai 10 anni, ma anche quelli contro la pubblica amministrazione