Il sottosegretario non raccoglie le pesanti critiche sui militari in strada mosse da Famiglia Cristiana al governo
Roma, 14 agosto 2008 - "COME sempre, mi astengo dalle polemiche da teatrino della politica. Sono qui in missione di gratitudine...". Il sottosegretario Gianni Letta non raccoglie le pesanti critiche sui militari in strada mosse da Famiglia Cristiana al governo. Ma il fatto che il braccio destro di Berlusconi — vicino al Vaticano al punto da essere nel ‘club’ ristretto dei Gentiluomini di Sua Santità — abbia speso la mattina in piazza San Giovanni in Laterano per ringraziare l’esercito "a nome del Paese" è di per sé un segnale lanciato al settimanale cattolico ormai ‘bestia nera’ del Pdl.
Così è stato, anche ieri. Il direttore del periodico dei Paolini, Don Antonio Sciortino, aveva appena rassicurato il centrodestra ("Noi non siamo cattocomunisti"), ma già preparava un’altra offensiva contro il governo: nel prossimo numero di Famiglia Cristiana, Beppe Del Colle firma un fondo dove evoca la famosa foto del bimbo ebreo con le mani alzate di fronte ai soldati di Hitler e in cui si augura che in Italia non "stia rinascendo sotto altre forme il fascismo".
DOPO L’ATTACCO ai soldati nelle città "neanche fossimo in Angola" e al "Paese da marciapiede", il settimanale torna quindi a stigmatizzare l’"indecente" proposta del ministro Maroni di prendere le impronte digitali ai bimbi rom. E quel termine, "fascismo", scatena la furia della maggioranza. "Di fascista oggi, in Italia — sbotta il sottosegretario Carlo Giovanardi — ci sono solo i toni da manganellatore che Famiglia Cristiana consente di usare a Del Colle". Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl al Senato, usa il sarcasmo: "Io giro l’Italia e non vedo questo ritorno del nazifascismo, non lo noto...". "Questo giornale sta perdendo colpi — reagisce il titolare della Difesa, Ignazio La Russa — mi pare che sia fuori tempo".
A stretto giro, arriva la replica di Don Sciortino: "Sono meravigliato... Libero è il dibattito, libero il confronto". Confronto che, oltre a toccare il merito (le misure sulla sicurezza del governo Berlusconi), tocca anche il tema cattolici-politica, dato che cattolico è il settimanale. A questo proposito, il capogruppo leghista alla Camera, Roberto Cota, precisa che "il mondo cattolico condivide le misure sulla sicurezza adottate dal governo". Unica voce un po’ fuori dal coro nell’esecutivo,è il ministro democristiano Rotondi che ammette di continuare a leggere il settimanale dei Paolini. Per monisgnor Giovan Battista Pichierri, arcivescovo di Trani, "è invece bene che i cattolici moderino i toni".
La polemica sugli editoriali di 'Famiglia Cristiana' contro il governo, che si trascina ormai da giorni, si sposta
oggi Oltretevere. All'indomani di un nuovo affondo del settimanale paolino che ha paventato il rischio nel Paese di un ritorno al fascismo "sotto altre forme", il direttore della sala stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, prende le distanze e chiarisce subito che "Famiglia Cristiana è una testata importante della realtà cattolica, ma non ha titolo per esprimere la linea nè della Santa Sede nè della Conferenza episcopale italiana. Le sue posizioni sono responsabilità esclusiva della sua direzione".
A stretto giro di posta arriva la replica di don Sciortino, che certamente non può godere di vacanze tranquille. "Non ci siamo mai sognati di rappresentare ufficialmente la Santa Sede, che ha un suo organo di stampa che è l''Osservatore Romano', nè la Cei, che ha l''Avvenire'. Detto questo non leggo la dichiarazione di padre Federico Lombardi come una sconfessione, nè come una presa di distanza", precisa il direttore.
"Come 'Famiglia Cristiana' ci muoviamo in perfetta sintonia con il magistero della Chiesa e della dottrina sociale. Manifestiamo il nostro libero e autonomo giudizio sui fatti di attualità e di cronaca - prosegue don Sciortino - ma siamo sempre stati perfettamente allineati con il magistero della chiesa. Chi vuole portare questa dichiarazione della Santa Sede come una sconfessione di Famiglia Cristiana in toto credo faccia una operazione scorretta".Da parte sua, il quotidiano della Cei, 'Avvenire', dedica solamente un box a pagina 8 all'editoriale di ieri di 'Famiglia Cristiana', lasciando la questione sottotono.
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