Ipotesi associazione a delinquere per i tifosi partenopei. Sulla loro scarcerazione affondo di Veltroni: "E' un fatto gravissimo e un segnale pesantemente negativo". Di Pietro lo segue, il Pdl non ci sta
Roma, 2 settembre 2008 - Ai tifosi del Napoli Calcio saranno vietate le trasferte per tutto il campionato. Lo ha detto il ministro dell'Interno Roberto Maroni, che oggi ha convocato l'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive e il Comitato di analisi per esaminare le misure da intraprendere per garantire la sicurezza nell'ambito delle prossime giornate di Campionato calcistico, dopo gli scontri di domenica legati alla partita Roma-Napoli.
In una intervista al Tg1 Maroni ha aggiunto che, tra le misure decise oggi, c'è anche l'individuazione delle partite a rischio durante il campionato fino ad arrivare alla "disputa a porte chiuse" delle partite più a rischio.
Chi non condivide il divieto di seguire la squadra di calcio in trasferta per i tifosi del Napoli è l'assessore allo Sport del Comune di Napoli, Alfredo Ponticelli. ''E' una decisione non giusta, punisce tutti, indistintamente. E' una decisione che penalizza sia la societa' sportiva che tutti quei tifosi che vanno allo stadio per seguire il calcio e non per fare violenza - commenta - così tutti vengono puniti''. ''Invece bisogna colpire i veri colpevoli - conclude - individuare i colpevoli, con i mezzi che ci sono come i sistemi di videosorveglianza, oggi e' possibile. Non si può, invece, colpevolizzare anche i normali cittadini tifosi''.
Intanto la procura di Napoli sta valutando l'ipotesi di contestare il reato di associazione per delinquere nei confronti degli ultrà partenopei che si sono resi responsabili domenica scorsa degli incidenti in occasione della trasferta in treno a Roma. L'inchiesta è condotta dal pm Antonio Ardituro, già titolare di indagini su gruppi ultrà del tifo azzurro e sulle connessioni con ambienti della criminalità.
È in corso, infatti, una doppia inchiesta da parte dei magistrati: quella per identificare i responsabili dei reati commessi la scorsa domenica, a cominciare dall'aggressione ai danni di un dipendente delle Ferrovie, ed un'altra proprio per individuare personaggi vicini a ambienti poco 'puliti'.
Le indagini sono concentrate soprattutto su gruppi organizzati, in particolare quelli attivi nella curva A del San Paolo, più volte in passato protagonisti di incidenti e scontri con le forze dell'ordine. L'eventuale contestazione del reato associativo sarebbe collegata in particolare alla possibilità di dimostrare che gli incidenti siano stati in qualche modo programmati dai gruppi di tifosi.
La Digos di Napoli sta lavorando su foto e filmati girati sia nelle stazioni di Napoli Centrale che a Roma Termini oltre che vagliando il materiale fornito dai punti vendita dei biglietti per assistere alle partite. Sarebbero oltre una trentina le persone già identificate alle quali si aggiunge l'inchiesta avviata già da alcuni mesi sugli ultrà violenti.
LO SCONTRO POLITICO
Il governo, secondo il segretario del Pd, è "duro con quelli che non votano come gli immigrati e deboli con quelli che votano", come i teppisti autori delle devastazioni di domenica. Con lui Antonio Di Pietro, segretario Italia dei Valori, che avrebbe "tenuto in galera i teppisti gli ultrà napoletani, senza con questo criticare l'operato dei giudici".
"Patetica demagogia" quella dell'opposizione secondo il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, che si chiede perchè per le scarcerazioni "facili degli ultrà violenti Veltroni non se la prende con la magistratura? La colpa è loro". Gasparri promette poi "tolleranza zero contro qualsiasi illegalità" così come Roberto Rao, membro Udc della Commissione Giustizia della Camera. Paolo Bonaiuti, portavoce di Silvio Berlusconi, parla di "grande confusione di Veltroni, che dimentica che i teppisti del calcio li ha scarcerati la magistratura, che c'entra il governo?".
Il segretario nazionale dell'Associazione nazionale funzionari di polizia, Enzo Marco Letizia, suggerisce al governo di intervenire in sede legislativa con una "normativa di prevenzione e sicurezza che consenta di controllare, avviare e mantenere in campi di lavoro le persone pericolose». Unanime la condanna del mondo dello sport. Marcello Lippi, ct della nazionale, teme che a pagare ora «saranno i tifosi corretti che sono la maggioranza".
Giancarlo Abete, presidente della Figc, parla di "deliquenti che nulla a che vedere hanno con le partite di calcio" ma si dice contrario alla decisione di chiudere gli stadi. Per il presidente della Lazio, Claudio Lotito "il fenomeno va debellato con una prevenzione assoluta e la certezza della pena. Questi individui vanno puniti in forma dura. Adesso - prosegue Lotito - esiste la logica del branco: sono tutti giovani dai 14 ai 18 anni, cui si uniscono persone in cerca di visibilità". Per Lotito, infine, se si desse la possibilità alle società di creare impianti propri, "lo stadio diventerebbe la casa del tifo autentico, quello che emargina i facinorosi". Il popolare cantante napoletano Nino D'Angelo invece denuncia che "troppo spesso si confonde la parola ultrà, che è calcio con sentimento, con quella di teppista. Le cose brutte - conclude D'Angelo - si vedono di più, come per i rifiuti".
Il consiglio dei ministri ha dato l'ok al nuovo ddl. Le intercettazioni saranno possibili per reati con pena dai 10 anni, ma anche quelli contro la pubblica amministrazione