Il leader del Pd ha deciso di includere il tema nella grande manifestazione del 25 ottobre, mentre il presidente della Camera propone un osservatorio sugli episodi di intolleranza
Roma, 4 ottobre 2008 - Dopo gli ultimi, incalzanti episodi di razzismo in Italia, il leader del Pd ha deciso di includere il tema nella manifestazione organizzata dal suo partito il per 25 ottobre. da parte sua anche il presidente della Camera Fini ammette l'emergenza, e anzi propone un osservatorio permanente sugli episodi di xenofobia.
E mentre anche il Pontefice, nel secondo colloquio ufficiale con il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, tocca in qualche modo il tema, il capogruppo Idv alla Camerta Massimo Donadi ne approfitta per scagliarsi contro Berlusconi e il suo 'assordante silenzio': "Dopo aver taciuto sul fascismo, Berlusconi non spende una parola per condannare gli ultimi gravi episodi di razzismo. Un atteggiamento preoccupante, soprattutto dopo le parole del Papa e del Presidente Napolitano".
VELTRONI: PERICOLO A MACCHIA D'OLIO
Walter Veltroni, segretario del Pd, aggiunge un tema 'nuovo' alla manifestazione organizzata contro il governo dal suo partito per il 25 ottobre: la lotta al razzismo. "Il pesante clima di intolleranza che si sta diffondendo nel Paese - scrive il segretario dei democratici in una nota - impone a tutti una profonda riflessione. Si ripetono con allarmante frequenza episodi inaccettabili, aggressioni, violenze, discriminazioni. Tutto ciò - sostiene Veltroni - è frutto di un`atmosfera cupa e negativa alimentata da una destra populista e demagogica che si è assunta la grave responsabilità di utilizzare e alimentare strumentalmente la paura degli italiani".
"Avverto il rischio di una diffusione a macchia d`olio di rigurgiti razzisti e xenofobi, una prospettiva intollerabile per tutti quelli che hanno a cuore i valori della libertà, dell`uguaglianza e della giustizia sociale. Contribuire a salvare l`Italia da questo scenario - afferma Veltroni - è un dovere di cui il Partito democratico sente in pieno la responsabilità".
"Anche per questo mi sembra profondamente giusto, come hanno scritto tra gli altri Tullia Zevi, Piero Terracina, Luigina di Liegro, Giuliano Amato, che la manifestazione nazionale del 25 ottobre sia anche una grande mobilitazione di protesta contro il dilagare di una degenerazione che tutta l`Italia civile e democratica vuole respingere con tutte le sue forze".
FINI: OSSERVATOPRIO SULL'INTEGRAZIONE
"Io credo che occorra avere l'onestà anche intellettuale di dire che effettivamente ci sono numerosi episodi di razzismo che si susseguono. In molti casi determinano atti di violenza. Non si può negare il rischio di eventi legati al razzismo". Lo dice Gianfranco Fini, parlando alla festa del Pdl e ricordando le parole del Capo dello Stato di questa mattina.
"Bisogna sempre verificare i fatti - dice il presidente della Camera -. Quando una cittadina somala denuncia a due mesi dall'evento di essere stata insultata, prima di dire che è un altro episodio di razzismo, occorre cautela.
Il rischio - osserva ancora la terza carica dello Stato - di razzismo c'è. Da cosa nasce la xenofobia? Certamente dall'ignoranza, nella diffidenza, nella paura verso gli altri".
Per Fini "l'antidoto è una politica volta a garantire che lo straniero che venga da noi non sia motivo di timore. In termini politici - aggiunge il presidente della Camera - è doveroso cercare l'integrazione dello straniero. Se vogliamo combattere il razzismo dobbiamo avere una politica nei confronti dell'immigrazione estremamente chiara: questo vuol dire anche rigore. Non possiamo aprire le porte ai clandestini, ma dobbiamo garantire un'integrazione. Bisogna tenere alta la guardia".
Fini lancia una proposta: "Costituiamo un osservatorio anche alla Camera. Non si può - sottolinea - discriminare chi ha una pelle diversa. Occore una mobilitazione delle coscienze, ma soprattutto facilitare l'integrazione dello straniero. Bisogna fare in modo che i valori della nostra società siano considerati valori da rispettare. L'integrazione formale - conclude Fini - non serve a nulla".
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