Il giornalista aveva 78 anni e dal 2005 era consigliere d'amministrazione della Rai dopo essere stato direttore del Tg3 e di 'Liberazione'. Camera ardente e addio 'laico' in Campidoglio. Lunedì i funerali civili
ROMA, 22 novembre 2008 - E' morto stamattina a Roma Sandro Curzi. Aveva 78 anni. Attualmente era consigliere d’amministrazione della Rai, carica che ricopriva dal 2005. Dal 1987 al 1993 era stato direttore del Tg3. Dal 1998 al 2005 è stato direttore di Liberazione
LA CAMERA ARDENTE
Nel primo pomeriggio sara’ allestita in Campidoglio, a Roma, la camera ardente per Sandro Curzi. Sempre in Campidoglio si svolgera’ la cerimonia laica. Lunedì i funerali civili
A 13 ANNI ENTRA NELLA VITA POLITICA
Comunista da sempre - già a 13 anni partecipò alla resistenza e a 14 si iscrisse al Pci - Curzi fu chiamato, appena 19enne, da Enrico Berlinguer a ricostruire la Fgci. Nel '44, nonostante fosse minorenne, ottenne la minore eta’, la tessera del Pci. Tra il ‘47 e il ‘48 lavora al settimanale ‘Pattuglia’ insieme a Giulio Pontecorvo e, nel ‘49, a la ‘Repubblica d’ Italia’ fino a diventare capo redattore di ‘Gioventu’ nuova’, diretta da Enrico Berlinguer.
Inviato nel ‘51 nel Polesine per raccontare le conseguenze dell’alluvione, vi rimane come segretario della Fgci. Nel ‘56 fonda ‘Nuova generazione’ e nel ‘59 passa all’Unita’, organo del Pci per il quale l’anno successivo viene inviato in Algeria per seguire la fasi dell’indipendenza.
Negli anni ‘60 collabora fra l’altro alla crescita della radio ‘Oggi in Italia’ che trasmetteva da Praga ed era seguita in molte parti d’Europa da emigranti italiani.
Nel ‘68 e nel '69, durante la strage di Piazza Fontana, Curzi era vicedirettore di ‘Paese Sera’. Dalla meta’ degli anni ‘70 arriva l’impegno con la televisione: entra infatti in Rai nel 1975 con un bando di concorso indetto per l’assunzione di giornalisti di ‘chiara fama’ disposti a lavorare come redattori ordinari e comincia dal Gr1 diretto da Sergio Zavoli.
Nel ‘76, con Biagio Agnes e Alberto La Volpe, da’ vita alla terza rete televisiva della Rai mentre nel 1978 e’ condirettore del Tg3 diretto da Biagio Agnes. In questa veste ‘scopre’ Michele Santoro e collabora alla realizzazione del programma ‘Samarcanda’.
Diventa direttore del Tg3 nel 1987 dando a quel telegiornale una impronta inconfondibile, veloce e aggressiva che da’ voce alle istanze della sinistra italiana interpretando gli umori di una crescente insofferenza verso la cosiddetta prima Repubblica.
E gli avversari politici avevano soprannominato la rete ‘Telekabul’ (dalla capitale dell’Afghanistan occupata dall’Urss negli anni ‘70): il Tg3 cresce in spettatori (da poco piu’ di 300 mila ai 3 milioni del ‘91) e autorevolezza. Nel ‘92 pubblica con Corradino Mineo il libro ‘Giu’ le mani dalla Tv’ (Sperling e Kupfer) e nel ‘93, in contrasto con il nuovo consiglio d’amministrazione della cosiddetta Rai dei professori (direttore generale Gianni Locatelli e presidente Claudio Dematte’), si dimette.
Dal 2005, eletto con i voti di Rifondazione, dei Verdi e della sinistra del Pds, era consigliere d’amministrazione della Rai di cui per tre mesi e’ stato anche presidente in qualita’ di consigliere anziano, prima di lasciare il posto a Claudio Petruccioli.
Comunista e antifascista convinto, Curzi si e’ spesso distinto per posizioni non banali e non sempre in linea con i diktat di partito: basti pensare alle aperture, allora non scontate, del suo Tg3 alle posizioni di Papa Giovanni Paolo II o, piu’ di recente in Rai, all’astensione sulla proposta di licenziamento del direttore di Rai fiction, Agostino Sacca’.
Nel ‘94 ha scritto ‘Il compagno scomodo’ (Mondadori) e nel ‘95 ha partecipato al Festival di Sanremo dove ha cantato nel gruppo ‘La riserva indiana’ col nome, palesemente autoironico per chi era stato soprannominato Kojak, di grande capo Vento nei Capelli, eseguendo la canzone ‘Troppo sole’.
Era sposato dal 1954 con Bruna Bellonzi, anch’essa giornalista. Era padre di Candida Curzi, giornalista dell’ANSA.
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