L'azione collettiva risarcitoria doveva entrare in vigore dal 1° gennaio, ma il termine è stato prorogato dal Consiglio dei ministri. "Vergogna, siamo indignati" protestano le associazioni
Roma, 18 dicembre 2008 - Slitta di altri sei mesi l’entrata in vigore della ‘class action’. L’azione collettiva risarcitoria per i consumatori sarebbe dovuta diventare operativa dal primo gennaio 2009, ma il termine viene prorogato a giugno 2009. E’ quanto prevede il dl Milleproroghe all’esame del Consiglio dei ministri.
L’entrata in vigore precedentemente bloccata per un anno, secondo quanto si legge nel testo del decreto, viene congelata adesso per 18 mesi.
I CONSUMATORI
Si alza la protesta delle associazioni dei consumatori sull’ulteriore slittamento di 6 mesi per l’entrata in vigore della class action. I consumatori parlano di “scippo” ai danni dei cittadini e di una scelta di governo e Confindustria per rinviare la class action per rendere impossibili azioni risarcitorie come quelle dei crac Parmalat e Cirio. E per questo gridano alla “vergogna”.
”Vergogna! Siamo indignati!”, dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti di Ausbef e Federconsumatori. “Il governo rimanda ulteriormente la class action. Questa legge, approvata durante la precedente legislatura, è stata prima rimandata dal governo Berlusconi, con l’obiettivo di migliorarla; oggi, dopo aver peggiorato la legge eliminando la retroattività, viene ulteriormente rinviata di altri 6 mesi”.
”È evidente - aggiungono Trefiletti e Lannutti - che gli obiettivi sono altri. Il Governo e la Confindustria vogliono rendere impossibile l’azione di risarcimento per i danni subiti dai cittadini nelle truffe Cirio, Parmalat, e vogliono rimandare il più possibile l’attuazione della legge stessa. Ad essere danneggiati dall’atteggiamento del Governo sono i cittadini, direttamente danneggiati dalle truffe e tutti le imprese che, nel mercato, operano nel pieno rispetto delle regole. Il nuovo rinvio dell`entrata in vigore della class action è il segno di un Paese in profonda crisi che intende restare in serie B”.
Sulla stessa linea Carlo Pileri, presidente dell`Adoc. “L`azione collettiva è necessaria per difendere i consumatori e le imprese che operano in modo serio, onesto e trasparente - spiega Pileri - rimandarne l`avvio colpisce quindi non solo i consumatori ma lo stesso mercato e la concorrenza tra le imprese. Dal governo ci era stato assicurato che il rinvio dell`entrata in vigore al primo gennaio era da attribuire alla volontà del governo di estendere la norma anche alla pubblica amministrazione. Ora sembra invece che si voglia stravolgere tale normativa, esautorando le associazioni dei consumatori dall`essere promotrici privilegiate dell`azione collettiva; eliminando la retroattività, così da evitare che gli ultimi grandi scandali nei confronti dei risparmiatori e consumatori, come Cirio e Parmalat, possano essere oggetto di giudizio; eliminando la promessa estensione dell`azione di classe alla P.a. e alle concessionarie di servizi pubblici.”