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LA RICHIESTA DELLA LEGA

Tassa agli immigrati, no del governo
Cota: "Sorpreso, in Senato Pdl votò sì"

Con un emendamento il Carroccio chiedeva una tassa di 50 euro, che si aggiunge alla richiesta di chiedere agli stranieri che aprono una partita Iva una cauzione di 10mila euro. Livia Turco: "Norme razziste". Fini: "No a discriminazioni"

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Immigrati in fila alle Poste Roma, 10 gennaio 2009 - Il governo ha dato parere negativo sull’emendamento della Lega al dl anticrisi che prevedeva una tassa di 50 euro per il rilascio del permesso di soggiorno agli extracomunitari.

Il capogruppo della Lega Nord alla Camera Roberto Cota si dice “stupito dalla reazione di alcuni esponenti della maggioranza perché il principio della tassa sul permesso di soggiorno, oltre ad essere giusto e previsto in diversi paesi europei, era già stato discusso e votato dalla maggioranza con il parere favorevole del Governo in Senato, addirittura prevedendo un importo di 200 euro, ed è inserito nel testo del dl sicurezza licenziato dalle commissioni”. Oggi invece il governo ha bocciato l’idea di tassare gli immigrati con 50 euro per il permesso di soggiorno.

”Abbiamo solo voluto presentarlo come emendamento al dl anti crisi per anticiparne gli effetti - spiega Cota -. La Lega ritiene importante difendere il principio di una immigrazione regolamentata e il principio che chi arriva sul nostro territorio debba concorrere alle spese per sostenere i costi dell’immigrazione. E’ una battaglia di giustizia che la stragrande maggioranza dei cittadini condivide”.
 

 

 LA PROPOSTA DELLA LEGA

Gli immigrati che chiederanno il permesso di soggiorno in Italia potrebbero dover pagare una tassa di 50 euro per ottenere il documento. La proposta è contenuta in un emendamento della Lega, a firma Claudio D’Amico, al decreto legge anticrisi. Il testo ha buone possibilità di essere approvato, visto che ha ottenuto il parere favorevole dei relatori e del governo.

 

Il Carroccio ha anche incassato il parere positivo di governo e relatori su un’altra proposta di modifica che chiede ai cittadini extracomunitari una fidejussione di 10mila euro per aprire una partita Iva.

 

IL NO DI FINI

 Il Presidente della Camera Gianfranco Fini chiede alla maggioranza di non approvare le norme proposte dalla Lega nel dl anticrisi che tassano i permessi di soggiorno e impongono una fideiussione di 10 mila euro per l’avvio di attività da parte degli immigrati. ”Mi auguro - afferma Fini in una nota - che la maggioranza rifletta prima di varare norme che nulla hanno a che vedere con la doverosa lotta all`immigrazione clandestina, e che sono oggettivamente discriminatorie nei confronti dei lavoratori stranieri regolarmente presenti sul territorio nazionale”

 

IL PD: NORME RAZZISTE

 

"Sono norme razziste, discriminatorie e prive di buon senso, che fanno pagare agli immigrati la crisi e che avranno l’effetto di alimentare la clandestinità e l’insicurezza. Il risultato è che avremo un paese più povero e meno civile". Lo dichiara la capogruppo del Pd nella commissione Affari sociali della Camera, Livia Turco, commentando l’emendamento leghista al decreto anticrisi che ha ottenuto il parere favorevole del governo e dei relatori, che obbliga gli immigrati che aprono una partita Iva a fare una fideiussione di 10 mila euro e a pagare una tassa di 50 euro per il rilascio e per il rinnovo del permesso di soggiorno.


"Colpisce questo centro destra sempre più subalterno alla cultura leghista della paura che, per il timore di essere scavalcato politicamente, innesca una guerra tra poveri. Gli emendamenti - sottolinea infine Livia Turco- non sono altro che una partita di giro tra le fasce più deboli della società. Inoltre è pazzesco che si introduca una tassa per il rinnovo del permesso di soggiorno quando gli immigrati sono già soggetti a enormi costi burocratici e ad attendere tempi lunghissimi che superano i due anni".










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