Dopo l'arresto del serial-stupratore di Roma, il candidato alla leadership si chiede: "Come vengono individuati i coordinatori dei circoli?". Replica del segretario Franceschini: "Queste parole un'offesa per migliaia di iscritti". Bersani: "Cose del genere non le pensa di noi il nostro peggiore avversario"
Roma, 11 luglio 2009 - “Trovo davvero incredibile che un criminale che già 13 anni fa era stato coinvolto in odiosi reati di violenza sessuale possa essere arrivato a coordinare un circolo del Partito Democratico”.
A sottolineare la 'questione morale' sotto il caso dello stupratore seriale di Roma è Ignazio Marino, senatore Pd e candidato alle primarie del partito. “E` evidente che nel Pd abbiamo una questione morale grande come una montagna, che non può essere ignorata né sottovalutata - sottolinea -. Come vengono individuati i coordinatori dei circoli? E` chiaro che non sono scelti liberamente ma imposti, sono messi in quelle posizioni per rispondere agli equilibri delle correnti e per di più senza nemmeno sapere chi siano queste persone, che cosa hanno fatto nella loro vita, se siano davvero in grado di guidare un circolo, anche dal punto di vista morale. Ma cosa dobbiamo ancora aspettarci?”.
“Da presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul Servizio sanitario nazionale del Senato - continua Marino - ho preteso già un anno fa che tutti i possibili consulenti che offrivano la loro collaborazione presentassero il certificato del casellario giudiziario ed ho imposto un controllo ferreo per evitare il rischio di inserire nella squadra nomi che non fossero assolutamente specchiati. Oggi nel formare la squadra per le primarie applico le stesse rigide regole: il PD che vogliamo deve essere rigoroso e attento anche agli aspetti morali delle persone”.
In serata il segretario del Pd Dario Franceschini respinge le parole del senatore Ignazio Marino. "Una cosa è il dibattito congressuale tra candidati e anche la comprensibile tentazione di far accendere i riflettori. Un’altra cosa -ribatte Franceschini- è utilizzare un episodio oscuro e terribile, il caso, come abbiamo letto sui giornali, di una persona con una doppia vita invisibile a tutti quelli che lo hanno frequentato nel lavoro e nelle amicizie, per parlare di questione morale nel Partito Democratico".
"Queste parole suonano come offensive per migliaia di coordinatori di circolo e di quadri del partito, per centinaia di migliaia di iscritti. Persone che credono in una battaglia civile e politica, che si impegnano ogni giorno con entusiasmo e che non meritano -conclude il segretario del Pd- di essere trascinate in una presunta questione morale, originata da una drammatica storia individuale".
Anche Pier Luigi Bersani va all'attacco: "Sono davvero dispiaciuto per le dichiarazioni di Marino. Cose del genere non le pensa di noi il nostro peggiore avversario".
Poi arriva la controreplica di Marino: ‘’Non c’era nessun intento offensivo nelle mie parole e mi spiace se qualcuno si è sentito offeso’’. ‘’Sono convinto - dice - che la linfa del Partito democratico siano i circoli, le migliaia di persone e i militanti che ci lavorano ogni giorno, i coordinatori che sul territorio fanno un lavoro straordinario che va riconosciuto da tutti - sottolinea Marino - Il Pd è un partito sano e proprio per questo mi sto impegnando per farlo crescere anche in questa fase congressuale’’.
Ma Marino non rinnega le proprie parole. ‘’Quello che ho segnalato - dice il candidato alla segreteria del Pd - è che con la nota vicenda di Roma è successo qualche cosa che non doveva accadere e per questo dobbiamo interrogarci. Lo ripeto: non puo’ accadere che una persona che ha avuto problemi con la giustizia tredici anni fa per un reato odioso e ignobile come la violenza sessuale, finisca a coordinare un circolo del Pd".
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