Annunciando la formazione, Mallett scioglierà il dubbio legato al mediano di apertura e si conoscerà anche su quali spalle andrà a cadera l'onore di vestire la numero 9, la maglia che Tronky ha indossato per 101 volte
Roma, 28 gennaio 2008 - Simon Picone, romano della Benetton Treviso, 25 anni. Pietro Travagli, trevigiano dell'Overmach Parma, 27 anni. E Pablo Canavosio, da Cordoba, ventissettenne in forza al Castres.
Tre uomini per una maglia, tre uomini pronti a raccogliere l'eredità di Alessandro Troncon. Quando mercoledì Nick Mallett, il ct della nazionale italiana di rugby, annuncerà la formazione per l'esordio nel 6 Nazioni 2008, in programma sabato al Croke Park di Dublino contro l'Irlanda, oltre a sciogliere finalmente il dubbio legato al mediano di apertura, si conoscerà anche su quali spalle andrà a cadera l'onore-barra-onere di vestire la numero 9, la maglia che Tronky ha indossato per 101 volte, record assoluto, prima di ritirarsi dopo la sfortunata partita contro la Scozia in coppa del mondo.
In realtà a contendersi quella maglia dovrebbero essere Picone e Travagli, visto che Canavosio nel suo club gioca da ala e così lo vede anche Jean-Philippe Cariat, coach dei trequarti azzurri. Ma proprio Troncon, nello staff tecnico come assistant del ct Mallett, ci tiene a precisare che per quel ruolo ci sarà da tenere in considerazione anche Canavosio.
"Sono ragazzi con grosse potenzialità fisiche e tecniche, tutti e tre", ha detto Troncon. "Canavosio e Picone possono giocare anche il altri ruolo, uno ala e l'altro centro, ma fondamentalmente sono mediani di mischia. E se questi tre sono qui, vuol dire che hanno le capacità. Il rugby è fatto da chi va in campo, non da chi ha smesso. Troncon giocava fino a tre mesi fa, quindi va dimenticato. Adesso ci sono questi tre e su di loro bisogna fare affidamento".
Picone e Travagli, 11 cap il primo e 2 il secondo, forse peccano di esperienza internazionale. "I pericoli sono rappresentati sempre dagli avversari che ti pongono molti problemi e che obbligano il numero 9 a gestire molte situazioni", spiega Troncon. "Quindi è più facile se queste situazioni le hai vissute più volte. L'Irlanda è una squadra che studia molto il modo in cui giocano gli avversari e di conseguenza il modo migliore in cui contrapporsi, è una squadra che cerca sempre di metterti in difficoltà. E se hai già sperimentato questo tipo di quesiti, è più facile riuscire a gestire ed organizzare la difesa, altrimenti è più complicato". E allora? "Allora, potranno esserci delle difficoltà, ma i video li abbiamo guardati anche noi...".
Il mediano di mischia irlandese dovrebbe essere Peter Stringer. "Ma in ogni caso, non bisogna focalizzarsi sull'avversario diretto, bisogna pensare a fare la propria partita", avverte Troncon. "Stringer più che altro è un mediano che organizza il gioco e che fa giocare gli altri, non prende tanto l'iniziativa. Quindi non ci si deve focalizzare tanto su di lui. Più che altro si deve cercare di anticipare le mosse osservando il movimento degli altri giocatori, leggendo il gioco degli altri".
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