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Spettacoli

FICTION TV

Alessio Boni è Caravaggio
"Così ho affrontato un mito"

L'attore darà il volto al celebre pittore seicentesco dalla travagliata esistenza in una miniserie di due puntate, che andrà in onda su Raiuno. Nel cast anche Elena Sofia Ricci, che interpreta la marchesa Costanza

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Alessio Boni nella fiction tv 'Caravaggio' Roma, 14 febbraio 2008 - "Sono nato a Bergamo perciò conosco benissimo Caravaggio. Per me era un personaggio intoccabile, un mito e quando mi hanno proposto di interpretarlo ho aspettato un po' prima di firmare. Caravaggio è un innovatore vitale e il popolo gli ha sempre voluto bene, sia nel bene che nel male. Sul set, tutti mi amavano dagli attori agli scenografi. C'era un'aria strana e per un attimo mi sono sentito veramente il grande pittore seicentesco". Così Alessio Boni parla con emozione del suo ruolo da protagonista in 'Caravaggio', la miniserie in due puntate in onda su Raiuno domenica e lunedì in prime time.


Il tvmovie, prodotto da Ida Di Benedetto e Stefania Bifano in collaborazione con Rai Cinema per la regia di Angelo Longoni, è una coproduzione internazionale di Rai Fiction e Titania produzioni. Nel cast, oltre a Boni (Caravaggio), Jordi Mollà (Cardinal Del Monte), Maurizio Donadoni (Ranuccio Tomassoni) e Paolo Briguglia (Mario Minnini). Tra i collaboratori figura Vittoro Storaro, direttore della fotografia di fama mondiale, già vincitore di tre premi Oscar.


Al fianco di Boni, nel ruolo della marchesa Costanza, Elena Sofia Ricci: "Non si sa molto di Costanza - dice l'attrice toscana - la marchesa amava molto Michelangelo Merisi così ho cercato di immedesimarmi nella parte, inventandomela un pò. Quando sono arrivata sul set mi sono sentita una debuttante e non mi ricordavo neanche le battute. Sembrava tutto così reale, dall'ambietazione alla storia. Ho sempre amato recitare ruoli drammatici e Costanza era una donna dal forte temperamento psicologico. Per me è stato un onore riportarla in vita".


Il telefilm è frutto di un lungo periodo di lavoro come racconta Tini Andreatta, responsabile di rai Fiction: "Ci abbiamo messo qualche anno per completare la ricerca su Caravaggio. La difficoltà è stata quella di confrontarsi con l'autobiografia di un artista che la gente conosce solo per i suoi quadri. Da una parte la grande storia, la peste, l'inquisizione e il papato ferreo di Sisto V, dall'altra gli scontri, le fuge, le ossessioni e gli amori dell'uomo Caravaggio".

 

"Per me le luci e le ombre di Caravaggio rappresentano la sua irruenza, la sua violenza e soprattutto il suo modo onnivoro di concepire le passioni. Se guardiamo con attenzione i suoi quadri ci rendiamo conto che il pittore si è inventato la luce cinematografica quattrocento anni prima", sottolinea il regista Angelo Longoni a margine della conferenza stampa.


"Caravaggio era un uomo estremo - aggiunge Andrea Purgatori, uno degli sceneggiatori della fiction - questo suo lato andava raccontato. A modo suo aveva anche una sua religiosità che esprimeva nella ricerca continua di chi soffre, prostitute, poveri e simili. La sua rivoluzione è stata proprio questa".

 

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