Milano, 18 febbraio 2008 - Qual è la via privilegiata di contatto fra mondo sportivo e pubblicità? La figura del testimonial sportivo. Il ricorso all’atleta quale garante di un particolare prodotto in Italia ha il suo avvio con Carosello. Fino alla fine degli anni ottanta però questa figura rimane rinchiusa solo in alcuni ambiti discorsivi. Si pensava che la merce che gli atleti potessero garantire fosse direttamente associata alle loro attività sportive o che comunque potessero evocare energia, benessere, salute andando a toccare i più vari prodotti alimentari.
Difficile dimenticarsi Baggio intrepido mungitore di mucche per il latte Granarolo o Maurizia Cacciatori (allora capitano della Nazionale femminile di Pallavolo) e Umberto Pellizzari (campione mondiale di apnea) ritratti in quadretti in stile slice of life per i biscotto Oro classico Saiwa, fino ad arrivare al più recente caso Del Piero protagonista di una sorta di soap opera con l’ex miss Italia Cristina Chiabotto per l’acqua Uliveto e Rocchetta.
Ancora più esemplificativo è il caso odierno di Herbalife che produce bevande consigliate proprio durante gli allenamenti. Herbalife è infatti lo sponsor della squadra di calcio statunitense di Los Angeles “Galaxy” dove tutt’ora gioca David Beckham e delle campionesse olimpiche di beachvolley Daniela Battelli e Lucilla Perrotta.
Ma è nel corso degli anni Novanta che l’atleta si trasforma in una vera e propria icona mediatica, un esempio da seguire. Ed è così che Valentino Rossi, da anni pubblicizza una serie di prodotti diversificati che vanno dalla birra agli occhiali di tendenza, per poi fare il testimonial di Alice Telecom e passare infine a Fastweb.
C’è poi un altro aspetto che prende forma nella comunicazione pubblicitaria dei testimonial sportivi. L’atleta è visto, differentemente da attori e cantanti, come una persona vera e autentica e sembra più facile conoscere il lato umano dello sportivo. L’esempio più lampante sono Francesco Totti e Ilary Blasy che giocano a fare “Casa Vianello” nello spot di Vodafone o Fiona May che fa la mamma con la sua vera figlia per Kinder.
Che dire infine dei capelli di Ronaldo. Per mesi non si è parlato altro che del suo look. E allora perché non pubblicizzare La Crescina R5 che aiuta la crescita dei capelli? Speriamo solo che fare il testimonial non diventi la sua nuova carriera visto che l’infortunio al ginocchio lo terrà fuori dal campo altri nove mesi. Per finire due giovani rampanti, entrambi per Armani: il milanista Kakà e il cestista Danilo Gallinari. Bellissimi e campionissimi.
di Viviana Guglielmi
E' una studentessa di musica diciannovenne 'Miss America' 2008. Bionda, bellezza tutta stelle e strisce, Kirsten Haglund sogna il palcoscenico di Broadway. Il successo le è valso una borsa di studio da 50mila dollari e un anno di viaggi all'estero