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'IL CACCIATORE DI AQUILONI'

Dopo il bestseller arriva il film
Ecco la tragedia dell'Afghanistan

Dal 28 marzo nelle sale, il film, diretto da Foster, segue la storia del libro e racconta l'intensa vicenda di due ragazzi, diversi per etnia e classe sociale ma legati da una forte amicizia capace di oltrepassare le barriere culturali

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il film Il cacciatore di aquiloni Roma, 25 marzo 2008 - Amicizia, legami familiari e coraggio attraverso trent'anni di drammatici cambiamenti della storia dell'Afghanistan. Dopo aver conquistato i lettori di tutto il mondo e aver venduto oltre otto milioni di copie, il bestseller di Khaled Hosseini 'Il cacciatore di Aquiloni' diventa un film, dal 28 marzo nelle sale.

 

Marc Foster, regista di 'Neverland', 'Monster's Ball' e del prossimo '007', segue scrupolosamente la storia raccontata nel libro e in poco più di due ore concentra l'intensa vicenda di due ragazzi, profondamente diversi per etnia e classe sociale ma legati da una forte amicizia capace di oltrepassare le barriere culturali. Amir è un afgano pashtun e Hassan il suo piccolo servitore azara. I due sono inseparabili e il loro gioco preferito è far volare gli aquiloni. Ma la loro vita viene segnata da un tragico evento: Amir assiste di nascosto allo strupro del suo compagno, resta immobile, non reagisce.

 

Quella violenza lo sconvolge e gli cambia la vita, niente sarà come prima e anche Kabul, la città serena dove volavano gli aquiloni, tutto cambierà.
L'invasione dei russi, l'esodo verso il Pakistan e l'avvento del regime dei talebani. Amir viene portato da suo padre negli Stati Uniti dove cresce, studia, si rifà una vita, si sposa con Soraya e corona il sogno di diventare scrittore. Del suo amico Hassan perde ogni traccia. Ma un giorno, una telefonata improvvisa lo riporta a 30 anni prima. Amir deve tornare nel suo Paese, ha la possibilità di riscattarsi e fare qualcosa in nome di quella grande amicizia con cui è cresciuto. Un viaggio nei ricordi, un ritorno alle origini che svela la tragedia del nuovo Afghanistan.
L'affresco di un paese completamente distrutto in cui gli aquiloni non volano più e in cui il ragazzo si sente ormai uno straniero.

 

Un film intenso e commovente, come le pagine del libro, che arriva al cinema dopo aver superato molti ostacoli. I giovani interpreti afgani, dopo le riprese, hanno dovuto abbandonare il Paese perché minacciati solo per aver lavorato con gli americani. Poi la rigida censura afgana ha vietato le proiezioni in patria. Ma il divieto è stato comunque aggirato con la pirateria.










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