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SOGNO NEL CASSETTO

Claudio Santamaria: "Vorrei lavorare con David Lynch"

Reduce dall'esperienza del 1° maggio, l'attore confessa un suo desiderio per il futuro. Parlando di cinema dice: "Servono leggi per tutelare il cinema italiano, dovremmo fare come la Francia" 

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  Claudio Santamaria in 'Fine pena mai' Roma, 13 Maggio 2008  - "Il mio sogno è di essere diretto da David Lynch". Claudio Santamaria, uno degli attori italiani più popolari, reduce dall'esperienza di conduzione del concerto del 1° maggio a Roma, ha incontrato i ragazzi di un liceo capitolino per parlare di cinema, raccontare le sue esperienze e rivelare i propri sogni nel cassetto e fare il punto sullo stato di salute della nostra cinematografia.

 


Servono leggi per tutelare il cinema italiano - spiega -. È necessario fare come in Francia dove lo Stato obbliga gli esercenti a tenere, per un certo periodo, le pellicole nazionali nelle sale. Da noi non esiste un vero e proprio progetto culturale di questo genere".

 

Dai banchi del liceo scientifico Primo Levi di Roma, Claudio Santamaria lancia la sua ricetta per salvaguardare la produzione 'made in Italy'. Lo fa nell'ambito della rassegna 'Aspettando la Festa', la manifestazione voluta dalla Fondazione Cinema per Roma, che porta in cattedra attori e registi per una discussione a tutto campo con i ragazzi delle scuole. "In Francia oggi c'è un'industria cinematografica molto strutturata che ricorda la nostra degli anni '60 - aggiunge il popolare Rino Gaetano televisivo -. Si producono molti film interessanti di tutti i generi. C'è uno scambio più proficuo e meno sbilanciato fra prodotti americani e francesi. In questo momento, sono diversi i film italiani che suggerirei ai giovani di vedere: 'Gomorrà di Matteo Garrone, 'Il Divò di Paolo Sorrentino e 'Il resto della nottè di Francesco Munzi".

 

Il dibattito, moderato da Pino Strabioli, si sposta poi sul 'film del cuore' scelto dall'attore e mostrato agli studenti: 'Roma' di Federico Fellini. "Se dovessi immaginare una nuova scena da aggiungere al film - propone Santamaria incalzato dalla domanda di un ragazzo - riprenderei una Roma trafficata in cui si muove il protagonista alla ricerca impossibile di una casa o due rumeni che vogliono affittare un appartamento e trovano le porte sempre chiuse". Santamaria suggerisce poi un parallelo fra Fellini e David Lynch. «È il regista hollywoodiano da cui sogno di essere diretto - dice senza indugio l'attore -.
Fellini lavorava sul sogno, Lynch si occupa invece dell'incubo. È come un Fellini malato".

 

 Dopo Sergio Castellitto, Jodie Foster, Giovanni Veronesi, Luisa Ranieri e Claudio Santamaria, la manifestazione 'Aspettando la Festa' - curata da 'Alice nella città' in collaborazione con il Comune di Roma e il mensile di cinema 'Ciak' - ospiterà anche Claudia Gerini, Alessandro Gassman e Pierfrancesco Favino.










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