Fabrizio Caiazza, 33 anni, napoletano di origine in servizio da sette anni al nucleo radiomobile come motociclista. Il vigile potrebbe incorrere in sanzioni disciplinari perché non ha chiesto l'autorizzazione per farsi fotografare in divisa
Milano, 3 settembre 2008 - Il vigile gay più sexy del mondo è un agente della polizia municipale di Milano che ha vinto un concorso di bellezza online organizzato negli Usa, ma ora rischia la sospensione per aver posato in divisa senza autorizzazione, almeno secondo riporta il Corriere della Sera.
Fabrizio Caiazza, napoletano di origine in servizio da sette anni al nucleo radiomobile come motociclista, ha battuto 46mila concorrenti da 162 nazioni, ma si dice stupito per l'articolo apparso sulle pagine del quotidiano milanese.
"Il mio comandante non ha rilasciato nessuna dichiarazione sulla vicenda e i fatti si sono svolti in modo molto diverso da come scritto dal Corriere", ha detto a Gay.it. L'agente smentisce, in particolare, di avere sfilato in divisa. "E' vero che è stata convocata una commissione disciplinare, ma solo dopo che è comparsa una mia foto in divisa in copertina di Clubbing Magazine, un mensile free-press a target gay. Il concorso americano non richiedeva la presenza fisica negli States, per cui non ho sfilato in divisa come riporta Corriere Milano".
L'agente riconosce "di aver commesso una leggerezza nel farmi fotografare in divisa senza prima chiedere il permesso. Ma quando ho spiegato al mio comandante che per quegli scatti non ho percepito nessun compenso extra, la vicenda è stata ridimensionata dal comandante stesso. Per non creare problemi ho anche rifiutato una partecipazione all'Isola dei Famosi. Il mio lavoro non è fare il modello, ma il poliziotto, e la mia professione non la metterei a repentaglio per nessun motivo".
"La commissione disciplinare - aggiunge in una nota il vice sindaco di Milano Riccardo De Corato - valuterà il rapporto del comandante Bezzon e deciderà quale provvedimento adottare. Senza dubbio si farà riferimento alla prassi, visto che ci sono stati casi simili in passato". La manifestazione gay, alla quale l'agente nega peraltro di avere partecipato, per il numero due di Palazzo Marino non c'entra: "Avrebbe potuto trattarsi di qualsiasi altra circostanza. Resta il fatto che non è stata chiesta l'autorizzazione".
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