La regista nutre perplessità sull'interesse suscitato dal fim di Garrone. Poi rivela di voler fare un sequel di 'Travolti da un'insolito destino' sempre con Giannini e Melato. E sulla Ventura dice: "Le farei fare la spia nazista"
Roma, 21 novembre 2008 - "Sono molto preoccupata per il grande successo che sta avendo ‘Gomorra' di Matteo Garrone. Secondo me è molto pericoloso e potrebbe non far bene al cinema italiano". Con queste parole apparentemente paradossali, la regista Lina Wertmuller esprime una sua sensazione, frutto dell’esperienza e della frequentazione da protagonista del mondo del cinema italiano degli ultimi 50 anni.
"Ovviamente i premi e i riconoscimenti al film fanno piacere, in quanto italiani - spiega durante la conferenza stampa di presentazione della rassegna a lei dedicata dal RomaFilmFestival, in programma dal 25 novembre al 7 dicembre -. La mia preoccupazione riguarda però la moda di parlare di camorra nata dal libro e, poi, dal film. Se da un lato è una cosa positiva - aggiunge - dal punto di vista cinematografico è invece un male. C’è il rischio concreto che ora tra i giovani registi si diffonda la moda di parlare solo di camorra. Il bello del cinema italiani, invece, è sempre stato il ventaglio delle proposte. De sempre i generi e i soggetti sono stati diversi e di qualità. Certi successi - conclude la regista - possono diventare motivo di chiusura e non di apertura di nuove possibilità".
La situazione del cinema italiano, a giudizio della regista, è in chiaroscuro. "Abbiamo nuovi autori interessanti e di talento - dice - ma è tutto il meccanismo che deve funzionare: produttori, pubblico e distributori. Oggi è difficile trovare produttori disposti a investire".
La stessa Wertmuller, che ha appena finito di girare ‘Mannaggia alla miseria', ha da tempo nel cassetto il soggetto di un nuovo film con Giancarlo Giannini e Mariangela Melato: "Voglio fare ‘Ritravolti da un insolito destino', trentacinque anni dopo il primo - confessa la regista -. A questo punto non mi resta che sperare che Berlusconi mi aiuti e che la sua Medusa decida di produrre il film".
Non manca nemmeno un commento alle recenti dichiarazioni di Simona Ventura che, dopo l'esperienza a fianco di Boldi ne 'La fidanzata di papà', ha rivelato che il suo futuro potrebbe essere il cinema. "Simona Ventura ha un tipo di faccia che mi piace molto, ha una faccia da spia nazista - commenta Lina Wertmuller -. Il suo desiderio non mi scandalizza affatto, lei si occupa egregiamente in televisione di cose che ritengo abominevoli, anche se ammetto di non aver mai visto un reality in vita mia. In un mio film le farei fare certamente la spia nazista".
L’opinione della Wertmuller sull’influenza che ha la televisione sul pubblico non è comunque positiva: "Molti attori - spiega - entrano nelle case degli italiani attraverso il magico buco della tv e fanno spesso delle carriere che non dovrebbero fare; attori come Giannini (presente con la Wertmuller alla conferenza stampa, ndr) non ce ne sono più molti e francamente non vedo in circolazione neppure i sex symbol di cui qualcuno spesso parla".
Fonte: Agenzia AGI
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