07/05/2007 19:07
CICLISMO

Le reazioni

   

Roma, 7 maggio 2007 - "Mi fa molto piacere. Io penso che sia un grande ciclista ed ho sempre avuto grande stima di Ivan. Non so cosa abbia fatto, so solo che dall'anno scorso non riesce a gareggiare ed ora sembra che si riesca ad arrivare ad una soluzione". Lo ha detto all'agenzia Dire l'ex ciclista ed ora commentatore televisivo Davide Cassani subito dopo la notizia che Ivan Basso ha ammesso le proprie responsabilita' davanti alla Procura antidoping del Coni circa il suo coinvolgimento nell'Operacion Puerto.



Il detentore della maglia rosa ha deciso di collaborare con la giustizia sportiva: potrebbe fare i nomi di altri ciclisti coinvolti a pochi giorni dalla partenza del Giro? "Penso che alla fine la verita' sia la cosa migliore. Sono convinto che se Basso ha commesso degli errori sara' capito. Spero in una risoluzione".

 


DI LUCA: "DISPIACE ANCHE SE E' GIUSTO CHE PAGHI"

"Umanamente mi dispiace per lui. Mi dispiace perche' e' un amico e corriamo insieme da quando siamo bambini. Tuttavia, se ha sbagliato e' giusto che paghi". Lo ha detto, all'agenzia Dire, Danilo Di Luca dopo la notizia che Ivan Basso ha ammesso le proprie responsabilita' davanti alla Procura antidoping del Coni circa il suo coinvolgimento nell'Operacion Puerto.

 

"Altri nomi? Solo lui sa come stanno le cose- ha proseguito il vincitore della Liegi-Bastogne-Liegi- il ciclismo e' in evoluzione e le cose, visti anche i controlli, vanno molto meglio di tre o quattro anni fa".

 

 

BUGNO: "MI MERAVIGLIA CHE NESSUNO SAPESSE NIENTE". 

 


 "Per me non cambia nulla, la mia stima nei confronti di Basso resta immutata. Ma ribadisco con forza che a farne le spese e' sempre il corridore. Possibile che la squadra e chi dormiva con lui non sapesse niente?". A parlare e' il vincitore del Giro del 1990 e oggi segretario dell'Assocorridori, Gianni Bugno.

 

"Mi meraviglia che queste cose escano sempre a pochi giorni dal Giro d'Italia- ha proseguito Bugno- Lui ha avuto il coraggio di ammettere le sue colpe ma nei momenti migliori della carriera nessuno ha aperto bocca. L'Operacion Puerto? Mi meraviglio che si parli solo di ciclismo, visto che nella lista ci sono tante altre discipline sportive".

 

FANINI: E' LA GRANDE OCCASIONE, LUI SA TUTTO DICA TUTTO E POI DIVENTI IL SIMBOLO DELL'ANTIDOPING. 

 

 "Lo sapevo che sarebbe andata a finire cosi'. Lo avevo immaginato parlando con Lombardi, il suo manager". Questa la prima reazione di Ivano Fanini alla notizia delle ammissioni di responsabilita' fatte da Ivan Basso in merito all'inchiesta Operacion Puerto. Il patron dell'Amore&Vita McDonald's, da anni in prima linea nella lotta contro il doping, e' convinto che per il ciclismo si tratta dell'ennesima possibilita' di fare piazza pulita: "Potrebbe essere la grande occasione di far cambiare le cose- spiega all'agenzia Dire-. Basso sa tutto di tutto il movimento. Ha gia' dimostrato di essere intelligente, di avere capito che la strada e' quella giusta. Ora spero che capisca: non deve pensare solo a salvare la sua posizione, mi auguro che faccia qualcosa di importante. A livello di ciclismo in generale, intendo. E poi potrebbe fare l'uomo immagine della lotta al doping. L'invito ad unirsi a me? La mia proposta e' sempre valida. Mi sono sentito con Lombardi: se vogliono fare una cosa a livello mondiale noi siamo a disposizione come squadra e sponsor. Siamo pronti a fare tutto il possibile". 

 


IL PRESIDENTE FEDERALE DI ROCCO: "HA FATTO QUELLO CHE SI CHIEDEVA A PANTANI. NON LASCIATE SOLO IVAN". 

 

 

 "Ivan ha fatto esattamente quello che tutti chiedevano a Pantani: ora, ve lo chiedo a nome del ciclismo, non lasciate solo Ivan Basso". Il presidente della Federciclismo, Renato Di Rocco, ha appreso con soddisfazione gli sviluppi della vicenda relativa all'Operacion Puerto e ha paragonato la vicenda di Basso a quella di Marco Pantani, nel cui caso non si arrivo' mai ad alcuna ammissione. Il "Pirata" infatti, a parte i valori irregolari di ematocrito nella tappa del Giro 1999 a Madonna di Campiglio, non era mai risultato positivo all'antidoping, come del resto Basso, e soprattutto non aveva mai ammesso apertamente il ricorso a sostanze illecite.

 

 

ZOMEGNAN: IVAN HA FATTO UN GESTO DI GRANDE CORAGGIO "IL GIRO NON CORRE RISCHI,
NON CI SARANNO RINUNCE".

 

 "Ivan ha fatto un gesto di grande coraggio". Angelo Zomegnan, responsabile organizzativo delle manifestazioni ciclistiche per la Rcs, commenta cosi' la notizia dell'ammissione di responsabilita' fatta da Basso alla Procura antidoping del Coni riguardo il suo coinvolgimento nell'Operacion Puerto. "Mi allineo in pieno a cio' che ha detto il presidente federale Di Rocco- ha spiegato all'agenzia Dire - ha interpretato perfettamente quello che e' il sentimento del mondo del ciclismo. Ora non bisogna lasciarlo solo. Quali ripercussioni sul Giro d'Italia che scatta sabato? Non ne vedo al momento. Non vedo "big" che possano rinunciare alla corsa".

 

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