Il comitato esecutivo della federazione internazionale ha proposto, e verrà discusso venerdì, la nuova regola "sei più cinque" per cui sei calciatori di un club devono essere della nazionalità del club. Il commissario europeo al Lavoro, Vladimir Spidla: "Sarebbe una discriminazione su base nazionale che viola le norme comunitarie"
Bruxelles, 28 maggio 2008 - La proposta che la Fifa discuterà fra qualche giorno nel suo congresso del cosiddetto "sei più cinque" per cui sei calciatori di un club devono essere della nazionalità del club è "inaccettabile e incompatibile con le norme Ue sulla libera circolazione dei lavoratori".
Lo ha detto oggi incontrando i giornalisti in sala stampa a Bruxelles il commissario europeo al Lavoro, Vladimir Spidla.
Il commissario ha invece espresso "felicitazioni verso la Uefa che con la sua regola sul numero minimo di giocatori cresciuti nel vivaio rispetta le norme comunitarie e promuove i giovani calciatori, senza una discriminazione su base nazionale".
Spidla ricorda che in base alle norme Ue sui lavoratori non è possibile porre dei limiti alla composizione delle squadre di calcio su base nazionale, come invece proporrà la Fifa nel suo congresso di Sidney che si aprirà venerdì. "Sarebbe una discriminazione su base nazionale che viola le norme comunitarie e che quindi imporrebbe alla Commissione di avviare le procedure di infrazione previste in questi casi".
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