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PROCESSO GEA

Sfila la Juve, da Nedved a Del Piero in coro:
"Mai minacciati da Moggi o da altri agenti"

In termini e con accenti diversi il concetto è stato ripetuto da campioni come Buffon, Legrottaglie, Birindelli e da dirigenti bianconeri: Ciro Ferrara, Gianluca Pessotto ed Alessio Secco. Di tutti il solo Ferrara ha rivolto un cenno di saluto all'ex direttore generale

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Roma, 17 luglio 2008  "Mai ricevuto minacce dagli agenti della Gea". In termini e con accenti diversi il concetto è stato ripetuto dai giocatori della Juventus Gianluigi Buffon, Nicola Legrottaglie, Pavel Nedved e Alessandro Del Piero. Dai dirigenti bianconeri Ciro Ferrara, Gianluca Pessotto ed Alessio Secco.


Dagli ex difensore della squadra di Torino, Alessandro Birindelli e Daniele Gastaldello e dall'ex riserva di Buffon, Antonio Mirante.

Un pezzo importante del calcio italiano, della squadra più antica d'Italia oggi è andato sul banco dei testimoni nel processo in cui sono imputati, Alessandro e Luciano Moggi, Pasquale Gallo, Francesco Ceravolo, Franco Zavaglia e Davide Lippi. Di tutti i giocatori e dirigenti il solo Ferrara ha rivolto un cenno di saluto all'ex direttore generale.
 

Rispondendo alle domande dell'avvocato Matteo Melandri, della difesa di Luciano Moggi, i campioni bianconeri hanno ripercorso in breve i passaggi della loro carriera, i rinnovi contrattuali, gli agenti che li hanno assistiti e che sono ancora accanto a loro.

Il solo Legrottaglie è seguito oggi da Alessandro Moggi. "E le cose non sono certo andate bene perché ero alla Gea - ha detto il difensore centrale - Perché se non dai tutto in campo, se non ti impegni, si può perdere tutto in un attimo. Io ero arrivato in nazionale quand'ero al Chievo e poi però ho giocato male e sono stato mandato in prestito".

Pavel Nedved alla domanda se avesse ricevuto minacce ha risposto con un secco 'no' ribadendo che il suo procuratore da sempre è Carmine 'Mino' Raiola. "In otto anni di Juventus ho fatto due rinnovi contrattuali e sono sempre stati trattati da lui".
 

Del Piero, a differenza degli altri giocatori sentiti oggi, è stato il solo a spiegare di esser lui che paga la proviggione prevista al proprio procuratore. "Ho sempre fatto così", ha detto.

Negli altri casi, invece, tutti hanno spiegato che è la società a fornire la quota percentuale per gli agenti. Il presidente della II sezione del tribunale, Luigi Fiasconaro, a fronte di una certa vaghezza nei ricordi dei giocatori più giovani ha commentato con un sorriso: "A volte quando si parla di compensi a volte la memoria si fa imprecisa".










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