Gli accertamenti della Gdf sui movimenti di denaro hanno permesso di portare alla luce il legame che c'era tra il gruppo che provò due anni fa a togliere la società a Lotito e il clan dei casalesi
Roma, 22 luglio 2008 - Il clan camorristico dei Casalesi voleva acquistare il titolo della società di calcio «SS Lazio» e per farlo sin dal 2004 aveva messo in atto un'operazione di riciclaggio del denaro provento delle estorsioni, e dall'altro lato sfruttava un personaggio carismatico come Giorgio Chinaglia per avere un sostegno da parte della tifoseria per costringere quindi il presidente a vendere la società.
Le indagini, infatti, sono partite dopo la denuncia presentata dal presidente della Lazio Claudio Lotito su una serie di pressioni subite e finalizzate a cedere la società calcistica. Il nucleo speciale di polizia valutaria della guardia di finanza e gli uomini della Digos di Roma dopo la prima inchiesta del 2006, che aveva contestato agli indagati il reato di aggiotaggio, hanno eseguito questa mattina sette delle dieci ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip Guglielmo Muntoni del tribunale di Roma, per rispondere di riciclaggio.
Delle dieci ordinanze tre non sono state eseguite e si tratta di Giorgio Chinaglia, negli Stati Uniti da oltre 2 anni, l'ungherese Szlivas Zoltan e un terzo personaggio sulla cui identità si mantiene il più stretto riserbo. In carcere è finito Giuseppe Diana, già in regime di 41 bis nel carcere di Opera perchè condannato nel recente processo Spartacus e considerato organico al clan dei Casalesi. In carcere anche il bancario Mario Pasculino, il commercialista Enrico Bruno, l'avvocato Arturo Ceccherini, Guido Di Cosimo, Giancarlo Benedetti e Giuseppe Bellantonio. Dall'indagine è emerso che proprio Giuseppe Diana, di Mondragone, titolare della «Diana Gas», è un esponente del clan La Torre ed era proprio lui l'incaricato a portare avanti l'operazione che avrebbe portato all'acquisto della Lazio.La stessa società Diana Gas aveva proposto di sponsorizzare la Lazio. La nuova inchiesta che ha analizzato il flusso finanziario dietro l'operazione della tentata scalata alla Lazio, ha portato anche al sequestro di 2 milioni di euro dei 24 impiegati dai Casalesi in tutta la vicenda.
Due sono stati i tentativi da parte degli indagati per acquisire il titolo della SS Lazio. Nel primo tentativo la società Diana Gas, riconducibile alclan dei Casalesi, ha tentato di sponsorizzare la Lazio per due partite di calcio che si sono svolte nel 2005, una per la Coppa Uefa e l'altra di Coppa Italia. Il secondo tentativo è stato invece finalizzato a reintrodurre in Italia somme di denaro attraverso manovre speculative dello stesso titolo della Lazio. Per questo Giorgio Chinaglia si è prestato a rilasciare dichiarazioni alla stampa secondo cui un gruppo farmaceutico ungherese era interessato all'acquisto della Lazio.
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