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CONFEDERATIONS CUP

Italia con Brasile, Usa ed Egitto

Effettuati i sorteggi a Johannesburg per la manifestazione in programma in Sudafrica dal 14 al 28 giugno. Nell'altro girone i padroni di casa, la Nuova Zelanda, l'Iraq e la Spagna

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Marcello Lippi osserva Giuseppe Rossi (Ap/Lapresse) Roma, 22 novembre 2008 - Sudafrica, prove di Mondiale. La Confederations Cup sara’ una vera e propria prova generale. La manifestazione, in programma dal 14 al 28 giugno 2009, arrivera’ esattamente un anno prima del via alla Coppa del Mondo. Due settimane decisive per la Fifa: solo allora si decidera’ definitivamente se il Sudafrica sara’ in grado di accogliere un evento di tale portata.

 

Una prova senza appello: dentro o fuori. Questa la minaccia del capo della Fifa, Joseph Blatter, che in cuor suo spera di non dover mai ricorrere a una alternativa. I primi Mondiali di calcio nel continente africano li ha voluti e sostenuti lui: fare marcia indietro pochi mesi prima del calcio d’inizio sarebbe un crollo d’immagine devastante, non solo per la Fifa. Anche il Sudafrica rischierebbe un disastro economico. Nel 2004, assegnare i Mondiali al continente nero sembro’ una scelta coraggiosa piu’ che azzardata, un segnale di speranza anche per il miglioramento delle condizioni di vita (in termini solidali) e l’apertura a nuovi mercati (in termini puramente economici).

 

La situazione politica sudafricana e’ oggi spostata sempre piu’ verso il consolidamento della giovane democrazia nata nel 1994, anno delle prime elezioni estese anche alla popolazione di colore e che portarono alla presidenza Nelson Mandela, l’uomo-simbolo del riscatto. Ma lo spettro dei secoli bui per il Sudafrica e’ ancora dietro l’angolo. L’apartheid e’ scomparso, almeno ufficialmente, ma al suo posto restano i retaggi di una diversa mentalita’ che creano ancora distinzioni fra bianchi e neri nello stile di vita e nell’accesso ai beni e ai servizi fondamentali.

 

Sul piano economico il Paese cresce molto e velocemente, ma a livello sociale la poverta’ resta radicata. Ventitreesima potenza industriale del mondo, il Sudafrica e’ uno dei maggiori fornitori di materie prime indispensabili all’industria strategico-militare, primo produttore mondiale di oro, platino e diamanti, unico paese del continente ad aver sviluppato il settore dell’industria nucleare. Ma se si confrontano questi dati con quelli relativi alla popolazione, vengono fuori contraddizioni che sembrano inspiegabili: tasso di mortalita’ infantile superiore al 50%, aspettativa di vita che non supera i cinquant’anni, una percentuale di poverta’ che sfiora il 45% a fronte di 47 milioni di abitanti, sei dei quali malati di Aids.

 

Nel maggio scorso, poi, un altro colpo sulla gia’ fragile situazione interna. L’arrivo di profughi soprattutto dal vicino Zimbabwe ha scatenato un’ondata di violenza xenofoba che ha provocato nella sola Johannesburg, sede della finale dei mondiali, almeno trenta morti. Proprio l’industria del calcio avrebbe dovuto portare in Sudafrica lavoro, opportunita’, denaro. Si scontano invece gli effetti della crisi sociale, politica (il 2009 sara’ anche l’anno delle elezioni presidenziali) ed economica, frutto della corruzione, che ha colpito un Paese dove la disoccupazione ha raggiunto il 30 per cento, il costo della vita e’ salito vertiginosamente e i reati sono aumentati in maniera esponenziale. I giornali scrivono che le gang criminali aspettano con ansia il 2010 e i Mondiali.

 

Ma per Blatter, il Sudafrica e’ un Paese pericoloso “come tanti altri”. Secondo Peace Reporter, invece, i Mondiali si stanno rivelando un clamoroso scandalo politico, economico e sociale. Sfuggiti nel 2006 per un solo voto in meno rispetto alla Germania, i campionati sembravano aver trovato la loro casa ideale in Africa, sotto lo sguardo di Mandela e dieci anni dopo la nascita della democrazia. Ma a due anni dalla Coppa, lo scenario e’ cambiato.
Ritardi nella costruzione di infrastrutture e servizi, disoccupazione ferma al 30%, aumento dei costi preventivati pari al 33% (si spenderanno circa 384 milioni di dollari, che il governo non ha e che dovrebbero essere messi dalle banche), ritardi nella costruzione dei dieci stadi che ospiteranno le partite. Quello di Port Elizabeth intitolato a Mandela, per esempio, e’ stato escluso dalle sedi della Confederations Cup. Per il Mondiale si vedra’.

 

Dalla parte della Fifa e del Comitato organizzatore, per voce del presidente Danny Jordaan, brillano altri dati e altri numeri. “I soldi destinati al torneo sono un investimento che produrra’ benessere per tutti, come e’ gia’ accaduto per esempio in Venezuela con la Coppa America 2007. Il Sudafrica vuole essere presente su tutti i mercati globali e il calcio ci sta dando una grande occasione. Se ci lasceranno il Mondiale, ne faremo l’edizione di maggior successo della storia. Germania 2006 genero’ un volume di affari di 2,8 miliardi di dollari, mentre noi siamo gia’ a quota 3,2 e abbiamo conferme per l’80% dei contratti di sponsorizzazione”.

 

Il presidente incaricato Motlanthe, nel settembre scorso ha cercato di rassicurare tutti: “Le scadenze fissate dalla Fifa saranno rispettate, il Mondiale sara’ una testimonianza dei traguardi raggiunti dalla nostra democrazia”. Se il Sudafrica non dovesse farcela, pero’, il torneo passerebbe a un altro Paese, probabilmente la stessa Germania. “Sarei negligente a non aver pensato ad un’alternativa”, ha fatto sapere Blatter. E il test decisivo sara’ la Confederations Cup. La macchina organizzativa dovra’ essere pronta a tutti i costi, altrimenti il calcio lascera’ l’Africa.

 

I GIRONI

 

Sono stati effettuati oggi a Johannesburg i sorteggi della Confederations Cup, in programma dal 14 al 28 giugno 2009 in Sudafrica. L’Italia, che prenderà parte alla manifestazione in qualità di campione del mondo in carica, è stata inserita nel gruppo B insieme a Brasile, Stati Uniti ed Egitto. Nell’altro girone ci saranno invece i padroni di casa, la Nuova Zelanda, l’Iraq e la Spagna.










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