Doping Cannavaro
Chiesta l'archiviazione
Il giocatore: "Contento"
Appurata la veridicità della puntura di un insetto. Il difensore della Juventus e della Nazionale: "Riconosciuta la mia buona fede e la correttezza del mio comportamento"
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Roma, 10 ottobre 2009 - La Procura Antidoping del Coni ha chiesto al Tribunale Nazionale Antidoping del Coni l’archiviazione del procedimento di indagine aperto nei confronti di Fabio Cannavaro. Lo fa sapere una nota del comitato olimpico nazionale.
“Accertata la veridicità dell’episodio che ha originato l’intera vicenda (puntura d’insetto) - recita la richiesta di archiviazione - il successivo comportamento dei medici e la mancata consegna all’atleta della raccomandata del CEFT, si può escludere che il Cannavaro si sia reso responsabile anche solo per mera negligenza della non completezza della documentazione prodotta”.
La Procura Antidoping si è tuttavia riservata di procedere “eventualmente” all’esito di “ulteriori accertamenti nei confronti di altri soggetti tesserati della Società che si siano resi responsabili di fatti disciplinarmente rilevanti”.
Il difensore della Juventus e della Nazionale, dal canto suo, ha spiegato: "Sono contento che la procura abbia richiesto l’archiviazione della mia posizione riconoscendo la buona fede e la correttezza del mio comportamento. Non avevo alcun dubbio che ciò sarebbe avvenuto e sono dispiaciuto che una vicenda di questo genere abbia generato tanto clamore".
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