”Il web provoca danno sociale all’opinione pubblica e devono essere studiati programmi speciali per contenere ciò. I nemici utilizzano male internet e cercano di danneggiare i valori religiosi della comunità iraniana”
Roma, 18 novembre 2008 - L’Iran ha messo al bando oltre cinque milioni di siti internet. Lo ha annunciato un responsabile dell’authority giudiziaria della repubblica islamica, secondo quanto riferisce l’agenzia Trend news. Il consigliere per la Giustizia dell’ufficio del procuratore generale, Abdul Samad Khorramabadi, ha dichiarato - durante un forum regionale all’università islamica dedicato alla “scienza dei conflitti familiari” - che più di cinque milioni di portali sono stati recentemente proibiti nel Paese.
”Internet provoca danno sociale all’opinione pubblica - ha detto Khorramabadi - e devono essere studiati programmi speciali per contenere il danno. I nemici utilizzano male internet e cercano di danneggiare i valori religiosi della comunità iraniana”. Le agenzie non comunicano i nomi dei siti oscurati. Insieme con la Cina, l’Iran è fra i Paesi in cui la legislazione sul web è più severa.
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